Qual e’ la soluzione migliore?

di Jacopo Fo

Ci sono molte persone che sostengono di aver trovato la soluzione dei problemi.
Io non ho trovato la soluzione dei problemi, uso un altro metodo: metto insieme informazioni che mancano.
L’idea è che se una persona ha un maggior numero di informazioni, e quelle sbagliate vengono corrette, potrà affrontare i suoi problemi in maniera più efficiente e più produttiva.
Questa mia propensione deriva da un’esperienza per me molto scioccante: quando avevo tre anni e mezzo la mia famiglia ha deciso per la terza e ultima volta di fare una gita fuori porta. Forse per le vostre famiglie funziona ma per la mia era assolutamente insostenibile e infatti ce ne sono state solo tre…
Decidono di andare a mangiare in un ristorante sulle Alpi, per arrivarci bisognava prendere la seggiovia. Era estate e partiamo per questa spedizione. Arriviamo alla seggiovia e andando contro a ogni trattato internazionale sul trattamento dei prigionieri politici e dei bambini, la mia famiglia mi mette su un seggiolino che va a un’altezza spropositata sopra una foresta e nessuno li denuncia al Telefono Azzurro o chiama i vigili del fuoco o gli agenti psichiatrici e io vengo colto logicamente da una crisi di panico.
Quando arrivo in fondo, c’è l’addetto che mi deve far scendere, il ragazzo si rende conto che grazie alla muscolatura scimmia ho un forza mostruosa e non riesce a staccarmi dal seggiolino.
Una persona normale avrebbe fatto fermare qualche secondo la seggiovia, mi avrebbe calmato e fatto scendere, questo tizio sceglie un altro metodo e mi dà un ceffone mostruoso e mi tira giù.
Arriva mio padre sul suo seggiolino e invece di uccidere sotto i miei occhi festanti questo essere immondo, non fa una piega e capisco che funziona così: seggiovia, ceffone, il mondo è una merda.
Arriva mia madre anche lei impassibile sul fatto che io sia stato percosso da uno sconosciuto e mi portano in questo c… di ristorante di m… in cima alla montagna.
Non mi sono gustato molto il cibo perché pensavo al ceffone che avrei preso al ritorno.
Finalmente mio padre si rende conto che sono sull’orlo di una crisi di nervi e mi chiede: “hai paura a ritornare sulla seggiovia?” e io penso: “E’ un genio! Dovrebbero dargli il Nobel!”
“Bene” continua lui “Se hai paura torniamo giù a piedi”.

Non gli credetti perché ormai sapevo che mio padre faceva delle cose assurde.
Una volta tornai a casa sconvolto dall’asilo perché avevo scoperto che tutti i bambini avevano l’onomastico e io non sapevo neanche cos’era.
Allora chiesi ai miei genitori: “Ma quando è il mio onomastico?” e mio padre invece di andare a cercare nel libretto degli onomastici dove c’era San Jacopo, povera creatura, mi dice: “Guarda Jacopo, non discutiamo come ti chiami, perché non è colpa mia. Quando eri nella pancia della mamma io mi sono avvicinato e ho chiesto: bambino come vuoi chiamarti? E tu hai risposto Jacopo e così ti abbiamo chiamato”.
Quindi, voi capite, che ero abituato a manipolazioni orrende.

Tornando alla nostra gita in montagna, mio padre mi dice: “Scendiamo a piedi”.
“Ma davvero? Certo!” rispondo.
E per me quella camminata è stata un’esperienza fantastica tanto che credo sia uno dei motivi per cui anni dopo sono venuto a vivere in mezzo ai boschi.
Per me era un luogo inconcepibile, abituato a strade e case questo spazio immenso che abbiamo percorso per ore mi sembrava impossibile.
Era una situazione mentale stupefacente perché è l’incapacità di leggere la realtà che non si conosce. Ho avuto la mia prima esperienza in quella lunga passeggiata perché a un certo punto arriviamo su un torrente, per me non esisteva il concetto del mondo “naturale” fuori dal mondo cittadino, quindi vedo quest’acqua e mi dico: “Ma chi ha rovesciato tutta quest’acqua?” e mi rivolgo a mio padre. “E questa chi l’asciuga adesso?”
E poi vedo le mucche e chiedo a mio padre: “Chi sono questi mostri?”
E lui mi risponde: “Non ti preoccupare, se non gli dai fastidio non ti attaccano, sono delle mucche”
E il fatto che lui sapesse cosa c’era in questo mondo sconosciuto era veramente incredibile.
Dopo ore meravigliose e un colossale imprinting naturalistico arriviamo a valle e troviamo mia madre che era andata in seggiovia perché aveva le scarpe col tacco e la troviamo tutta sgarrupata perché, presa dall’ansia per il marito e il figlio in mezzo al bosco, era scesa dal seggiolino prima di arrivare alla piattaforma e aveva fatto così un bel salto, per fortuna un pino aveva attutito la caduta ma si era strappata il vestito, le calze, ecc.
E lì ho capito che c’è sempre un’altra via ed è sempre meglio.
Quando ho dei problemi chiedo qual è la soluzione e se non mi piace vado a vedere se c’è un’altra soluzione e… funziona.


Ho visto un Fo

Carissimi
Anche questa settimana raccontiamo dell’ultimo libro di Giuseppina Manin dedicato a Dario Fo: Ho visto un Fo.
Giuseppina racconta dei giorni del Nobel, siamo a Stoccolma e accompagniamo Dario in una sua passeggiata mattutina…
Buona lettura!

Anarchici volanti
“Ahh! Ho dormito come un re!” Dario si stiracchia nel lettone “Nobel size” della Nobel suite al settimo piano dell’hotel di Nobel, vista su Palazzo reale e sul porto.
Un allegro via vai di gente e di battelli diretti alle infinite isole dell’arcipelago. Stoccolma sembra aver fretta di sfruttare al massimo le poche ore di luce di dicembre. E nemmeno lui vuol perdersi un attimo. Il carnet della giornata è affollatissimo, una lezione all’università, e poi una sfilza di interviste, di fotografie… (...)
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C'è un Cavaliere Jedi in ognuno di noi

Chi non ha mai sognato di impugnare la mitica spada laser di Star Wars? Con la Star Wars Jedi Challenge è ora possibile: basterà acquistare un kit composto da un visore per Realtà Aumentata all'interno del quale si inserisce lo smartphone, una spada laser e un sensore per il tracking del movimento; prezzo in Inghilterra: 249 sterline.
Risveglia la Forza e difendi la galassia!
(fonte: wired.it)


Cristoforo Colombo e Re Erode erano brave persone

Aldo Grasso mi ha citato tre volte nei suoi articoli. Due volte contro e una a favore, quindi, suppongo che non mi odi a priori e per questo lo ringrazio. Inoltre ha concluso il suo ultimo articolo con una frase che ho trovato geniale, a prescindere dal fatto che fosse rivolta contro di me: mi avvisa del rischio che corro di “far ricadere sui padri le colpe dei figli”. GRANDE! Quindi cerco di rispondere alle sue obiezioni in modo amichevole e diciamolo, anche lusingato.

La questione è la seguente: in un video realizzato con Mario Pirovano abbiamo sostenuto che Colombo era un criminale e lo abbiamo condannato a una pena antica: la dannazione della memoria.

A differenza di alcuni ignoranti seriali, Grasso non ha contestato i fatti storici, inoppugnabili e comprovati da numerose testimonianze, a partire dai diari scritti da Colombo stesso. Grasso muove invece una critica che ha una sua logica: egli pensa che i crimini di Cristoforo siano mitigati dal fatto che sono stati compiuti in un’epoca nella quale schiavismo, torture ed esecuzioni sommarie erano pratica corrente e osserva che è difficile spiegarmi che “è sempre un errore leggere la storia della fine del secolo XV, per quanto crudele ed efferata, con gli occhi di oggi”.

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Sìììì, ladro si appisola con la refurtiva!!!

E’ successo a Lucca: un ragazzo di 19 anni è stato arrestato mentre dormiva in un parcheggio dopo una notte di furti in case della zona.
Oltre a un coltello e una torcia i Carabinieri hanno rinvenuto anche numerosi occhiali di marca, un portafogli, telefoni cellulari, un blocchetto di assegni e una bicicletta.
Arrestato, ha diritto a un caffè.
(Fonte: Il Tirreno)

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