Jacopo Fo all'Umbria Green Festival

Tra gli ospiti dell' Umbria Green Festival, che si terrà a Terni e Narni dal 3 al 6 ottobre, ci sarà anche Jacopo Fo con uno spettacolo dal titolo "Perché forse non ci estingueremo come i dinosauri nonostante ce la stiamo mettendo tutta per riuscirci".
Appuntamento per domenica 6 ottobre 2019 alle ore 18.30 in Piazza dei Priori a Narni!

L'INGRESSO È LIBERO E GRATUITO!

Per maggiori informazioni visita il sito!

 


Jacopo Fo ospite al FolignoLibri 2019

Jacopo Fo sarà ospite al FolignoLibri 2019 - Quinta Edizione!
Domenica 13 ottobre, 21.30, Spazio ZUT!
Reciterà il suo spettacolo "Ecologia, follia e dintorni"
di e con Jacopo Fo

Ingresso gratuito con prenotazione
Per prenotazioni:
Spazio ZUT
tel. 389 0231912 (orario 10-12 e 16-18)

Associazione Culturale Ikaria
mail info@associazioneculturaleikaria.it
FolignoLibri 2019

 


Il gioco della lingua italiana espansa

Hai a disposizione più di un milione di parole inutilizzate!
Approfittane!!!

L’italiano è una lingua meravigliosa perché contempla parole che indicano molte sfumature di uno stesso concetto, inoltre siamo maestri nell’uso di forme figurate e modi di direio ti amo, ti adoro, ti voglio bene, sono innamorato di te, sono pazzo di te, mi hai fatto innamorare, mi hai trafitto il cuore, mi hai stregato, sono cotto, sedotto, affascinato, ammaliato, conquistato appassionato, mi hai fatto prendere una sbandata,  rapito, incantato,  infatuato, preso, mi attrai, mi entusiasmi, mi hai acceso, infiammato, invaghito, ti desidero, ti bramo…

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L’italiano contempla dalle 215mila alle 270mila parole a seconda delle stime

Se prendiamo in considerazione tutte le declinazioni di tempi, maschili, femminili, singolari e plurali di nomi, verbi e aggettivi si stima si arrivi a 2 milioni.
Ma esiste anche un milione e più di parole derivate che potrebbero esistere ma non vengono usate e quindi non sono contemplate dai vocabolari.
Possiamo giocare a espandere l’italiano, e iniziare a usare parole che pur non esistendo sono corrette e capaci di suggerirci un significato sensato anche se non le abbiamo mai sentite dire.
Dal termine rosso deriviamo la parola rossore.
Possiamo far derivare dalla parola risotto il termine risottore?
“Questo risotto è così buono che sento diffondersi dentro di me un risottore profondo e piacevole!”
Ma dal termine dotto deriviamo dottore. Quindi potrei dire: “Per conoscere i segreti del risotto mi rivolsi a un risottore laureato”.
Amore ha molte parole derivate: amare, amante, amato, amorazzo, amoruccio. Si potrebbe dare un significato anche a amorista (o amarista?), amorismo, amorigno, amorigeno, amoreso, amoritico, amoriccio?
E ippopotamo? Ippopotame, ippopotista, ippopotico, ippopotamao, ippopotanamo…
Pangolino: pangolinismo, pangolinista, pangolinico, pangoleso, pangolesso, pangolao, pangolinizzazione.
E chi sa dire cosa potrebbero significare: pentolismo, protuberanzia, padellazione, coltellarismo, forchettizzazione, brocchismo, broccanzia, scarpaggine, calzaggio, asinato, asinista, scimmiese, valigenza, foruncoliere, orecchista, manista, piedolo, cosciarolo, scoreggità, sputalegio, occhimento, chiappoide, comunistoto, vermetteria, lombricosi, viperemento, ombellicume, cacciavitazione, millepiedale, ferrodastirambulo, rapario, caterpillabile, automobiligrafo, camionico, sederivago, fallotivo, passeratorio, snaricciamente.
Ne risulterebbero frasi ipotetiche dal dubbio ma affascinante significato:
Camminava a zebroni
Erano sotto il dominio rinocerontarchia
Capii subito che era un uomocero (era un cornuto?)
Quella donna era dominata da una forte cavallettocinesi (di facili costumi?)
Mi servirono un piatto di spaghetti olivocratici
Era afflitto da scoreggiogonia

Wikipedia elenca più di 80 suffissi… C’è da sbizzarrirsi.
Ma ci sono anche prefissi in grande quantità, più di 250.
Cosa potrebbe significare deippopotimizzare?
iperistricismo?
E che dire di prosmutandismo, ipobluista, oltreflautulenzità, ultrasurfista, prepentolizzazione, protosinghiozzismo, transcarpazione, xenopipista?
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Gad Lerner insultato a Pontida? I razzisti sono pure ignoranti: gli ebrei non sono una razza

Vedere che un essere umano viene insultato durante una manifestazione politica, come hanno fatto molti leghisti a Pontida, 100 contro uno, fa veramente senso. Disgusta avere lo sguardo offeso da questa piaga purulenta. Mi ha fatto proprio incazzare vedere Gad Lerner insultato da questi signori e da queste signore. E ammiro che abbia trovato la forza di sorridere. Ci conosciamo dai tempi della scuola, andavamo tutti e due al Berchet a Milano, e Gad contribuiva già al bilancio della sua famiglia facendo le pulizie nel teatro dei miei genitori.

Gli ho telefonato per esprimergli il mio dispiacere e lui ha tenuto subito a precisare che ci sono stati molti leghisti che gli hanno espresso solidarietà. Non riesce a essere settario neanche quando la vittima è lui. Peccato che questi leghisti buoni non siano riusciti a espellere quelli razzisti e che Matteo Salvini, dal palco, non abbia detto neppure una parola contro questa inciviltà. Il problema dell’umanità sta tutto nell‘ignoranza. Si riesce a essere razzisti solo se non si sa un cazzo del codice genetico umano.

Le razze non esistono, ormai la scienza lo ha dimostrato da decenni. In un branco di scimpanzé ci sono più differenze genetiche che in tutti gli esseri umani.
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L’amore è essenziale. Ma l’amicizia? (Seconda Parte)

Una volta ho compiuto un’azione pericolosissima: fare affari con un mio amico.

Leggi qui la prima parte dell’articolo

Una volta ho compiuto un’azione pericolosissima: fare affari con un mio amico.
Questioni di strade e ruspe.
E mi vien detto, prove inoppugnabili alla mano, che il mio amico s’è fatto fare lo sconto da un ruspista in natura: lavori per mille euro a casa sua.
Che faccio? Ipotesi uno gli dico: “Brutto bastardo hai fatto la cresta, ti schifo!”
Ipotesi due aspetto il trascorrere degli eventi e mi sorbisco un altro amico che mi tormenta perché sono un coglione che si lascia fregare e fa finta di non vedere perché vuole illudersi che tutti gli vogliono bene.

Passa un anno. Un giorno stiamo facendo i conti e il mio amico mi dice: “Mi sono dimenticato che quando il Parapotti ha portato 25 camion di ghiaia due mesi fa ne ha segnati solo 20 perché io gli avevo portato due rimorchi di legna sei mesi fa, i mille euro di differenza li ho compensati perché l’anno scorso ho fatto venire il ruspista a spianarmi il campo dietro casa mia, quello che ci ho piantato i meli, e non l’ho pagato perché me lo ha fatto come sconto sui lavori della strada che abbiamo fatto assieme e così siamo andati giusti coi 5 camion di ghiaia che ho pagato con la mia legna”.
Vai, meraviglioso, l’ho abbracciato!
E vorrei notare che se io fossi andato da lui prima e l’avessi accusato di avermi fregato, la sua giustificazione (Ahh ma io intendevo andare in pari) sarebbe risultata una toppa indecente.
A volte invece capita che un amico ti faccia uno sgarbo pulito, senza dubbi di fraintendimenti, palese e non ci sono scuse.
Allora inizia il difficile perché devi decidere se lo sgarro è di misura imperdonabile e richiede la cancellazione dell’amicizia oppure è qualche cosa che puoi non comprendere ma perdonare. Perdonare veramente, cancellare dalla tua mente. Perché se passi sopra ma trascrivi la colpa sul libro nero delle cose brutte che ti hanno fatto, l’amicizia ne resta comunque compromessa. Quel che vedo in giro ahimé è triste perché domina un modo di fare i conti glaciale. Un culto dell’onore da difendere, delle regole invalicabili, dei principi, brutale.
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