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World Password Day, ogni utente deve ricordarne almeno 9

People For Planet - Gio, 05/02/2019 - 09:32

L’accesso ai servizi tramite l’identificazione con impronte digitali, riconoscimento facciale, voce, occhi, è sempre più centrale

OGNI UTENTE deve ricordare in media nove password diverse. Negli ultimi dodici mesi una persona su quattro è stata vittima di una frode informatica, perdendo in media 2.000 dollari a causa di parole chiave inefficienti. La biometria, cioè l’accesso ai servizi tramite l’identificazione con impronte digitali, riconoscimento facciale, voce, occhi, è sempre più centrale. E’ il quadro delineato dalla società Nuance in occasione del World Password Day 2019 del 2 maggio.

Una giornata per riflettere sul ruolo delle password che proteggono le nostre informazioni personali, spesso sottovalutate. Tanto che in cima alla classifica di quelle più usate nel mondo c’è da anni la banale “123456”. Il World Password Day è stato lanciato per la prima volta nel 2012 da un consorzio di aziende private e si tiene ogni primo giovedì di maggio. Fa il paio con il Safer Internet Day, la giornata che ricorda i principi della rete sicura, che si celebra a febbraio.

Secondo la ricerca di Nuance, le password rappresentano ancora una grande sfida per gli utenti. Ognuno gestisce in media 11 account online (mail, servizi bancari, piattaforme per acquisti online o per la fatturazione, siti web di intrattenimento) e per accedervi bisogna ricordare circa nove password diverse. Una persona su quattro le dimentica almeno una volta al mese, con quasi un terzo (28%) che contatta il servizio clienti ogni tre mesi per reimpostare le credenziali di accesso.

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Marito e moglie ripiantano 2 milioni di alberi e in 20 anni ridanno vita all’ecosistema di una foresta

People For Planet - Gio, 05/02/2019 - 05:00

Di fronte alla gravità dei cambiamenti climatici che affliggono il nostro ecosistema possiamo davvero fare qualcosa? La risposta è sì, e l’esempio di questa coppia brasiliana lo dimostra. Foto-giornalista pluripremiato lui, attivista per l’ambiente lei, Sebastião Salgado e sua moglie Lélia Deluiz hanno unito le forze e riportato in vita interi ettari della Valle del fiume Doce, fra gli stati di Minas Gerais Espírito Santo. Da anni, la zona era rimasta desertificata e versava in uno stato di degrado e abbandono.

Un massacro ambientale di fronte al quale la coppia non ha abbassato le braccia, dimostrando che l’impegno continuativo di pochi può fare la differenza per molti.

Nel 1990, dopo gli anni estenuanti passati a documentare il genocidio in Ruanda, Sebastião Salgado è tornato nella sua terra, ma non l’ha ritrovata come se la ricordava: gli alberi e le piante che un tempo la popolavano erano scomparsi, lasciando il posto a cumuli di terra secca e sterile. Di conseguenza, anche gli animali erano partiti, alla ricerca di migliori condizioni in cui vivere.

“Quella terra era tanto malata quanto lo ero io, tutto era distrutto”, racconta Salgado al The Guardian nel 2015. “Circa lo 0,5 per cento soltanto del terreno era ricoperto da alberi, per il resto non era rimasto più nulla. A quel punto mia moglie e io abbiamo avuto l’incredibile idea di ripiantare questa foresta. Quando abbiamo cominciato, tutti gli uccelli, gli insetti e i pesci sono tornati. E insieme agli alberi che rinascevano, rinascevo anch’io. Questo è stato il momento più importante”.

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Fonte immagine copertinaTPI.IT

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L’Unione Europea stabilisce i principi fondamentali per l’utilizzo di un’intelligenza artificiale affidabile

People For Planet - Mer, 05/01/2019 - 17:00

L’applicabilità dell’intelligenza artificiale ha avuto finora come unico limite l’immaginazione.

L’utilizzo di questa tecnologia si sta facendo largo in campo sanitario, nell’implementazione delle smart cities, così come nell’automazione di innumerevoli operazioni e gestione dei dati, ottenendo una riduzione dei costi e tempi di produzione e organizzazione del lavoro.

Questo però sta causando preoccupazione in alcuni settori.

AI e lavoro

È recente, per esempio, la decisione della banca BNL in merito all’implementazione di robot in sostituzione di alcuni impiegati.

L’attuale legislazione previdenziale consente infatti alla banca, attraverso ‘quota 100’ o ‘opzione donna’, di far uscire 600 addetti attraverso un piano di esodi volontari. La chiusura di circa 30 sportelli sul territorio nazionale prevede parallelamente l’introduzione di soluzioni di machine learning e AI, che, incorporando tecnologie di apprendimento permettono di automatizzare processi non ripetitivi.

Probabilmente tutto questo appena dieci anni fa sarebbe stato inimmaginabile.

L’approccio dell’UE all’intelligenza artificiale

Probabilmente l’unico modo per concepire al meglio l’utilizzo dell’AI è quello di stabilire dei principi e dei parametri che ne garantiscano non solo l’efficacia, ma anche un’armonica integrazione nell’ottica di un progresso tecnologico destinato ad evolvere ancora.

L’Unione Europea è la prima al mondo ad avere la volontà di definire principi etici che guidino nello sviluppo delle tecnologie in diversi ambiti, con un approccio “umano-centrico”.

Il documento presentato all’inizio di aprile, Generare fiducia in un’intelligenza artificiale incentrata sull’Uomo”, sottolinea l’utilità dell’intelligenza artificiale nel “migliorare il settore della salute, ridurre il consumo di energia, rendere le auto più sicure, aiutare gli agricoltori ad usare l’acqua e le risorse naturali in maniera più efficiente” e ad “individuare delle frodi e delle minacce informatiche”, come si legge nel documento.

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Il galateo dei messaggi vocali

People For Planet - Mer, 05/01/2019 - 16:00

È un po’ strano il punto a cui è arrivata la telefonia nella sua evoluzione.

All’inizio c’erano le telefonata: si sollevava la cornetta e si parlava, per così dire, in diretta. Poi, più di recente, sono arrivati i messaggi e le chat: anziché parlare si scrive, e il destinatario legge e risponde quando ha tempo.

Ora siamo alla telefonata in differita. Soprattutto i più giovani, infatti, usano le chat non per mandare messaggi scritti, ma per registrare messaggi vocali (che, spesso, vengono semplicemente chiamati i vocali, senza sostantivo). Siamo tornati all’uso della voce, ma senza simultaneità.

Questa particolare forma di comunicazione presenta tuttavia alcuni problemi. Intanto non è detto che sempre il destinatario possa immediatamente ascoltare il messaggiovocale (per lo stesso motivo per cui non può telefonare, magari, mentre un discreto testo scritto sarebbe adatto).

Poi, ci sono persone che mandano messaggi vocali interminabili, che durano minuti e all’interno dei quali il filodel discorso svanisce in tutta una serie di argomenti collaterali, esitazioni e ripensamenti.

Wiko, noto marchio di telefonia, ha preso nota delle idiosincrasie legate ai messaggi vocali e ha ideato un esperimento: ha provato a usarli per cercare una casa in cui passare lo scorso fine settimana di Pasqua.

Nel video che riportiamo in fondo all’articolo, il messaggio passa di regione in regione, toccando da Sud a Nord tutta la penisola.

L’esperimento non è fine a sé stesso: vuole essere lo spunto per fare una riflessione sui messaggi vocali, fornendo alcuni consigli in modo che non siano troppo invadenti o controproducenti.

Ecco dunque le cinque raccomandazioni di Wiko per essere ascoltati davvero e non rischiare di innervosire l’interlocutore:

1. Less is more. Se volete che il vostro messaggio venga ascoltato fino alla fine, non superate i 20 secondi. La soglia d’attenzionedi una persona che vi ascolta comincia a calare dopo i primi 3 secondi, figuriamoci dopo 20. Siate sempre concisi, chiari e diretti.

2. Valutate le reazioni. Se continuate a mandare vocali, e la risposta vi arriva sotto forma di messaggio testuale, forse state sbagliando codicedi comunicazione. Meglio riprogettare lo scambio e adeguarsi all’interlocutore.

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Ospedali nei boschi: in Norvegia si curano i pazienti grazie al contatto diretto con la natura

People For Planet - Mer, 05/01/2019 - 12:00

benefici che assorbiamo quando trascorriamo del tempo all’aria aperta sono ormai noti e molti studi lo dimostrano, ecco perchè nascono gli ospedali nei boschi.

Questo è stato il trampolino di lancio per sperimentare anche in spazi vicino agli ospedali delle qualità terapeutiche che la natura offre.

La rivoluzione degli ospedali Norvegesi

Questo è il caso degli ospedali norvegesi Oslo University Hospital e del Sørlandet Kristiansand nel sud della Norvegia.

Progettati per conto della Fondazione Friluftssykehuset dallo studio di architettura Snøhetta, l’Outdoor Care Retreat è un rifugio in legno realizzato per alleggerire le lungo degenze.

Costruito in collaborazione con lo studio di architettura, Snøhetta , gli spazi offrono ai pazienti una gradita sospensione dai trattamenti rigorosi e dall’isolamento che spesso accompagnano il ricovero a lungo termine. Il termine friluftssykehuset deriva dal concetto norvegese di friluftsliv – l’importanza di trascorrere del tempo in natura – combinata con la parola “fro hospital”, sykehus . Il primo dei ritiri è nascosto nella lussureggiante foresta vicino a un torrente, a pochi passi dall’ingresso del più grande ospedale norvegese, l’Oslo University Hospital. La sorella costruisce un laghetto nei boschi decidui dall’ospedale Sørlandet Kristiansand nel sud della Norvegia.

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Prodotti agricoli nei distributori automatici a Zurigo

People For Planet - Mer, 05/01/2019 - 11:00

Distributori automatici di prodotti agricoli della regione nel pieno centro di Zurigo. Ce ne sono già cinque nella capitale finanziaria elvetica e ben presto ne potrebbero sorgere altrettanti.

Grazie all’iniziativa della giovane contadina Margrit Abderhalden una decina di coltivatori e allevatori dell’Oberland zurighese rendono disponibili 24 ore al giorno negli Alpomat formaggi, salsicce, frutta, dolci e marmellate di produzione locale e spesso di qualità bio ai cittadini zurighesi, senza passare da intermediari.

Per i piccoli contadini, sostiene Margrit Abderhalden, può risultare difficile produrre nelle quantità richieste dalla grande distribuzione e per questo motivo vanno escogitati nuovi canali per raggiungere i consumatori in città.

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Perché si festeggia l’1 maggio? Ecco la storia e le sue contraddizioni in Italia

People For Planet - Mer, 05/01/2019 - 09:35

Oggi, 1° maggio 2019, in Italia e in molti altri Paesi del  mondo festeggiamo la festa di tutti i lavoratori ricordando le lotte dei movimenti sindacali e gli obiettivi sia sociali che economici raggiunti dopo lunghe battaglie, spesso anche violente.

Ma è oggi ancora credibile festeggiare questa ricorrenza in un’Italia in cui la cronaca quotidiana non manca di riportare episodi dove i lavoratori subiscono continue umiliazioni da parte di istituzioni sorde (il caso del caporalato, dal Nord al Sud Italia, è esemplare) e dove diritti e dignità vengono letteralmente calpestati? Emergenza della sicurezza sul lavoro e parità di diritti è argomento primario anche oggi se consideriamo le continue discriminazioni sul posto di lavoro e l’alto tasso di disoccupazione con cui il Bel Paese si trova a fare i conti. Di seguito un panorama sulla festa nazionale Italiana che ne ripercorre le origini, approfondendo con una visione odierna della situazione lavorativa e concludendosi con un accenno all’attualissima polemica sull’appuntamento del concerto a Roma che vede 4 sole donne coinvolte sui 77 artisti chiamati per l’occasione.

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

Primo maggio, perché si celebra la Festa dei lavoratori. La ‘Festa dei lavoratori‘, in ricordo della battaglia condotta dalla classe operaia per ottenere diritti e condizioni di lavoro migliori, non si celebra solo in Italia. La storia del primo maggio, in particolare, parte dalle coste australiane. ‘Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire‘: con questo slogan, coniato in Australia nel 1855, e condiviso da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento si aprì, infatti, la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo maggio, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza.

Primo maggio, la storia della Festa dei lavoratori

La prima proposta concreta arrivò dal congresso dell’Associazione internazionale dei lavoratori, la Prima Internazionale, riunito a Ginevra. Era il settembre del 1866: “Otto ore come limite legale dell’attività lavorativa”. A sviluppare un grande movimento di lotta sulla questione delle otto ore furono soprattutto le organizzazioni dei lavoratori statunitensi. Continua a leggere…

Fonte: TODAY.IT  

Diritti dei lavoratori in Italia: un primo maggio per capire a che punto siamo.Discriminazione legata al genere e all’età. Differenze retributive. E ancora: precariato, problemi in tema di sicurezza e aumento delle morti sul lavoro. Oggi, in vista della Festa del Lavoro, Osservatorio Diritti scatta una fotografia della situazione dei diritti dei lavoratori in Italia.

Una data importante che si festeggia ogni anno e che ricorda quello che la nostra Costituzione dice all’articolo 1: l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Il Primo maggio, la festa del lavoro e dei lavoratori, sarà celebrata con il consueto concerto a Roma e con tante manifestazioni sindacali in tutto il Paese. Ma come è messa l’Italia quanto a tutela dei diritti dei lavoratori?

Diritti dei lavoratori: donne discriminate sul lavoro

Ci sono tre parole inglesi che sintetizzano alla perfezione la discriminazione che le donnevivono: il gender gap. Che in italiano possiamo tradurre con differenze di genere, molto più diffuse di quanto si creda. Continua a leggere…

Fonte: OSSERVATORIODIRITTI.IT –  Cristina Maccarrone

Concerto primo maggio a Roma, sul palco solo 4 donne: il controevento al femminile. E gli organizzatori replicano con una foto.  Oltre settanta artisti in scaletta, ma solo quattro donne. Il Concertone del primo maggio a Roma (qui la scaletta), mai come quest’anno è povero di nomi femminili. Accanto ai grandi come Daniele Silvestri, Manuel Agnelli o l’internazionale Noel Gallagher, ci saranno poche artiste e nessuna di queste salirà sul palco da solista. Naturalmente esclusa la presentatrice Ambra Angiolini. Le poche che rappresenteranno il genere lo faranno come membro di un gruppo, come le sorelle Lucchesi della band La Rappresentante di Lista, o Francesca del duo Coma_Cose.

L’assenza di nomi femminili sul cartellone non è passata inosservata, tanto da scatenare numerose polemiche. Si sono sollevati i gruppi femministi, tra cui le attiviste di Se non ora quando, ma anche numerose cantanti che, escluse dal Concertone, hanno dato vita a un controconcerto al femminile. Oltre venti le artiste che hanno messo nero su bianco il loro nome per sostenere l’evento “May così tante”, che si terrà a partire dalle 19 al locale romano Angelo Mai, organizzato dalla pupilla di Lucio Dalla, Angela Baraldi, e dalla cantautrice romana, Diana Tejera. In scaletta tra le altre ci saranno: Maria Pia De Vito, Andrea Mirò, Mimosa Campironi, Nathalie ed Eleonora Bordonaro. Continua a leggere…

Fonte: ILFATTOQUOTIDIANO.IT – Martina Milone

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Italia Sicilia Gela, web serie quarto episodio: Silvia

People For Planet - Mer, 05/01/2019 - 05:54

Quarto appuntamento con la webserie Italia Sicilia Gela. Silvia Scuderi ci porta a fare immersioni subacquee nella zona di Manfria, alla scoperta, magari, di nuovi reperti archeologici.

Prossimo episodio: 8 maggio 2019!

Per approfondire visita Gela Le Radici Del Futuro

INDICE EPISODI

Ep01 Don Lino
Ep02 Elisa
Ep03 Sandra
Ep04 Silvia
Ep05 Giuseppe (online dall’8 maggio 2019)
Ep06 Francesco (online dal 15 maggio 2019)
Ep 07 Tiberio, Dalila e Viola (online dal 22 maggio 2019)

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5 consigli per evitare che una scampagnata diventi un disastro ecologico

People For Planet - Mer, 05/01/2019 - 05:18

Tutti pronti a partire con amici e parenti con le giberne cariche di uova sode, frittata di maccheroni e 240 cotolette impanate per 6 persone?

Vi risparmiamo i consigli salutistici, solo poche cose per ricordarci di avere alcune accortezze per salvaguardare il pianeta e quindi:

  1. Usiamo contenitori riutilizzabili, anche di plastica ma che – svuotati – ci portiamo a casa, laviamo e riponiamo pronti per essere riempiti alla prossima gita.
  2. Piatti, bicchieri, posate rigorosamente 100% biodegradabili, in bioplastica o riutilizzabili.
  3. L’acqua portatela in borraccia, il caffè nel thermos.
  4. Si può arrivare alla nostra meta in autobus, in treno, o addirittura in bicicletta? Meglio, molto meglio, sennò organizzatevi con gli amici e riempite le macchine, nel tragitto potete sempre cantare Azzurro o la Canzone del Sole.
  5. Finito il pic-nic lasciate il posto più pulito di quando l’avete trovato, raccogliete l’immondizia vostra e altrui se c’è.

Tornate a casa satolli, riposati e con la coscienza immacolata. Che bella gita!

Foto di Pexels

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Quarto Episodio | Silvia

Gela Le Radici del Futuro - Mar, 04/30/2019 - 23:07

Amo Gela in tutte le sue sfaccettature…

Quarto appuntamento con la webserie Italia Sicilia Gela. Silvia Scuderi ci porta a fare immersioni subacquee nella zona di Manfria, alla scoperta, magari, di nuovi reperti archeologici.

Prossimo episodio: 8 maggio 2019!

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Onu, i popoli autoctoni in difesa della biodiversità

People For Planet - Mar, 04/30/2019 - 19:00

Rappresentano il 6% della popolazione mondiale, ma anche il 15% dei poveri, vivono in 90 paesi e sono depositari di 5 mila culture diverse, sono un’importante barriera contro i cambianti climatici vivendo da secoli in armonia con la natura: sono i popoli autoctoni, alle cui lingue e alla loro conservazione l’Onu ha dedicato il 2019. E per fare il punto sull’Anno Internazionale delle lingue autoctone nella sede Onu di New York fino al 3 maggio si incontreranno oltre mille rappresentanti di queste culture, provenienti da tutto il mondo. I temi all’ordine del giorno sono lo sviluppo economico e sociale, l’ambiente, l’educazione, la salute e i diritti umani di questi popoli.

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