Gela Le Radici del Futuro

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Aggiornato: 1 ora 27 min fa

Venerdì Santo

Gio, 04/18/2019 - 22:47

Di tutta la settimana Santa è soprattutto il Venerdì Santo il giorno più sentito,

il vero e proprio fulcro della tradizione popolare.

In questo giorno i cristiani commemorano la Passione e la crocifissione di Gesù Cristo.

Per la Chiesa Cattolica il Venerdì santo è il giorno della morte di Gesù, non si celebreranno messe né suoneranno le campane. Esse suoneranno il giovedì per l’ultima volta e riprenderanno solo a mezzanotte durante la Veglia Pasquale in segno dell’annuncio dei Cristiani della resurrezione del Signore.

Il Venerdì viene svolta dal popolo una vera e propria Via Crucis, che ripercorre quella del nostro “Salvatore”.

Durante la mattina il Cristo, opera del 1700 interamente fatta in cuoio e cartapesta, viene portato fuori dalla Chiesa Madre fino alla Piazza del Calvario, in processione, ripercorrendo tutte le stazioni della Via Crucis.

Al Calvario ne viene mimata la crocifissione alle 12:00

Alle 15:00 si svolge la Via crucis cittadina ai piedi del calvario, tradizionalmente preparata dai giovani delle parrocchie cittadine.

Al tramonto del venerdì si assiste alla “deposizione della croce”: il simulacro viene schiodato e consegnato al sacerdote prima e ai marinai poi che, secondo l’usanza gelese, lo trasporteranno  dentro l’urna, in processione in spalla fino in Chiesa Madre senza mai poggiarlo a terra .

La figura dei marinai richiama sia il mestiere della maggior parte degli apostoli che

che al ruolo di Gela nell’antichità quale città non solo di agricoltura ma anche di mare.

Al termine della giornata il sacerdote toglie le ostie consacrate dal sepolcro che verrà lasciato aperto e vuoto per ricordare quando, “durante la notte del passaggio dell’Angelo della Morte, i Giudei si attivarono affinché nemmeno una briciola di lievito si trovasse nelle loro case.” Le ostie vengono consacrate nuovamente soltanto la notte di Pasqua.

Si ringrazia il corrieredigela.com per le foto

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La settimana Santa a Gela

Gio, 04/18/2019 - 22:34

La Pasqua è la principale solennità cristiana che rappresenta la resurrezione dell’uomo dopo la morte.

A Gela, in particolare, è una festa religiosa vissuta intensamente, che coinvolge non solo le comunità ecclesiastiche o i più religiosi ma l’intera popolazione.

Le tradizioni sono tramandate di generazione in generazione.

La settimana santa si apre con la Domenica delle palme, durante la quale i fedeli in Chiesa Madre, celebrano, con i tradizionali rami di ulivo e palme intrecciate benedetti durante la messa, l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme. Questa è l’unica domenica di Quaresima in cui il sacerdote è vestito di rosso.

Il Mercoledì Santo ricorda il processo di condanna a morte di Gesù: le statue del Cristo e dell’Addolorata sono portate nella Chiesa del Rosario dove i cittadini si recano per il rito del “Bacio dei piedi”. La processione è accompagnata dalle litanie, antichi canti struggenti delle “Lamentazioni”e cori bassi.

Il Giovedì Santo è il giorno della “Lavanda dei piedi”.

Si ricorda l’Ultima cena in cui Gesù si china umilmente a lavare i piedi ai suoi discepoli ricordandoci di essere semplici e umili coi nostri fratelli in ogni momento.

Le statue sacre vengono portate per le vie del centro storico Federiciano, fino in Chiesa madre, dove vengono infine deposte.

Le chiese della città rimangono aperte fino a notte tarda.

Ogni chiesa prepara il sepolcro in svariati modi. Tradizionalmente si soleva deporre, il giorno del mercoledì delle ceneri del grano su uno strato di bambagia su cui veniva lasciato  germogliare, al buio e al caldo.

Una volta pronto e legato con dei nastri rossi, veniva quindi posizionato sugli altari per simboleggiare l’uscita alla luce del Cristo.

Anticamente anche le campane delle chiese venivano legate per sottolineare che non avrebbero più suonato fino alla mezzanotte del sabato santo. Vengono spente tutte le luci nelle chiese ad eccezione di quella del sepolcro.

Il Venerdì Santo si ricorda la passione, la crocifissione e la morte di Gesù. Le statue in processione sono portate fuori dalla Chiesa Madre fino al Calvario. La processione è accompagnata dalle “Litanìe” delle donne addolorate. Poi giunti al Calvario, il Cristo è spogliato e messo in croce e l’Addolorata vien posta accanto a Gesù. I fedeli si raccolgono in preghiera in religioso silenzio.

La sera la statua di Gesù viene portata in spalla dai marinai gelesi, seguita dall’Addolorata, per tutto il centro storico fino a giungere in Chiesa Madre e vi fa rientro alle 22.30.

Il Sabato Santo è il giorno in cui la Chiesa ci invita ad aspettare con la Madre di Gesù, la Resurrezione.

Già dalle prime ore del mattino i fedeli si recano in Chiesa Madre per il funerale del Signore e per la sua sepoltura.

Intorno alle 11:00 il simulacro viene estratto dall’urna e riposto sotto l’altare dove verrà coperto. Poi, l’Addolorata viene posta sopra lo stesso altare. La sera si celebra nelle chiese la Veglia Pasquale che culmina a mezzanotte con l’esaltazione della resurrezione di Gesù.

La Domenica di Pasqua è il culmine dei festeggiamenti.

Si ringraziano il corrireredigela.com e gelacittadimare.it per le foto.

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Secondo Episodio | Elisa

Mer, 04/17/2019 - 00:17

Iniziamo a scoprire la città di Gela Gela: mare, sole e il calore delle persone. Tuffiamoci al Panama Beach di Gela, stabilimento balneare fondato da Elisa, la seconda protagonista della nostra webserie Italia Sicilia Gela. “Siamo stati coraggiosi… ma ce l’abbiamo fatta! Il lavoro ce lo siamo inventato, ce lo siamo creato, perché abbiamo sfruttato le potenzialità che il territorio ci ha dato”. Prossimo episodio 24 aprile 2019!

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Il tradizionale pranzo di Pasqua

Mar, 04/16/2019 - 20:42

Anche a Pasqua non manca il tradizionale pranzo in famiglia.

Sono tante le varianti in diverse parti d’Italia ma vediamo quali piatti si portano solitamente sulle nostre tavole, in Sicilia e a Gela in particolare.

Per il primo si predilige la pasta al forno col sugo di carne.

Immancabile come secondo invece, è l’agnello pasquale: agnello al forno con rosmarino accompagnato da gustosissime patate al forno come contorno.

Poi ci sono i carciofi e uova sode con ancora le bucce che i bambini più piccoli si divertono a dipingere con svariante fantasie e colori, i giorni precedenti la Pasqua, e per finire, sono i dolci a fare da padroni.

A parte le classiche uova di cioccolato finissimo fondente, al cioccolato bianco o al latte e nocciole, e alla soffice colomba pasquale (anche questa di diversi tipi a seconda dei gusti: cioccolato, crema o classica con canditi mandorle e glassa) anche per quest’occasione la regina dei dolci è la bellissima cassata siciliana alla ricotta e tanti altri dolci con le mandorle come l’agnello in pasta reale ripieno di pasta di pistacchio

Ma a Gela c’è un dolce molto particolare che ancora le nostre nonne amano esibire a tavola il giorno di Pasqua.

Stiamo parlando del pupu cu l’ovu.

Il nome è dovuto al fatto che in origine questo dolce aveva la forma di un pupazzo ma ci sono anche altre forme come la  colombina o  il cestino.

U pupu cu l’ovu è il dolce tipico gelese simbolo della Pasqua. E’ un dolce di pastafrolla ricoperto di glassa e codine colorate che contiene al suo interno un uovo sodo simbolo di nascita e rinascita di Cristo e dell’uomo. I contadini di un tempo usavano preparalo e donarlo nel giorno di Pasqua. Oggi viene preparto durante la Settimana Santa.

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Gela, il 17 aprile la presentazione degli incentivi per il rilancio dell’area di crisi

Ven, 04/12/2019 - 15:40

Mercoledì 17 aprile 2019 alle ore 9.30 è in programma a Gela (Caltanissetta) un incontro sul rilancio dell’area di crisi industriale.

Presso la Pinacoteca del Comune, gli esperti di Invitalia incontreranno le imprese interessate a investire con il supporto delle agevolazioni della Legge 181.

Per richiedere un appuntamento è necessario scaricare l’apposito modulo, compilarlo e inviarlo entro il 16 aprile all’indirizzo rilanciogela@invitalia.it.

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Agon Eschilo: 11° edizione della gara di greco antico

Mer, 04/10/2019 - 22:01

E’ proprio a Gela che si svolge l’unica gara nazionale di greco antico in cui studenti provenienti da tutti i licei classici d’Italia e Sicilia, si sfidano a suon di versi nella traduzione di una delle sette tragedie di Eschilo: il più grande tragediografo che visse ad Eleusi e morì a Gela nel 456 a.C.
Ormai da numerosi anni il Liceo classico Eschilo di Gela, diretto da Gioacchino Pellitteri, con la sponsorizzazione di Eni, organizza l’Agòn Eschileo, importante manifestazione culturale giunta già alla sua undicesima edizione e che si svolge con cadenza biennale.
L’Agòn accoglie quest’anno ben 25 studenti da tutte le regioni d’Italia, dal 9 al 13 aprile per aggiudicarsi il premio ambito.
L’apertura della manifestazione si è svolta nell’aula magna della scuola giorno 9 aprile, giornata in cui gli alunni in gara hanno avuto modo di conoscere gli insegnanti di greco che compongono la commissione esaminatrice, la referente del progetto, alcuni studenti e le famiglie gelesi ospitanti.
Stamattina ha avuto ufficialmente inizio la gara, alle ore 8.30, presso la biblioteca “Nicolò Di Fede” del Liceo. Quest’anno gli studenti si sono cimentati per ben 6 ore nella traduzione dal greco all’italiano di un passo tratto dalla tragedia di Eschilo “ I Persiani”.
Il programma del soggiorno degli ospiti prevede anche spettacoli, conferenze, visite guidate che faranno scoprire i tesori della nostra città, culla dell’antica Grecia, e dei luoghi significativi della Sicilia.
Sabato prossimo, alle 9,30, la cerimonia di premiazione dei vincitori di «Agòn 2019» al teatro Eschilo di Gela.
Di seguito la trama dell’opera “ I Persiani”:
“La tragedia è ambientata a Susa, la residenza del re di Persia, dove Atossa, madre del regnante Serse, ed i dignitari di corte attendono con ansia l’esito della battaglia di Salamina (480 a.C.).
In un’atmosfera cupa e colma di presagi funesti, la regina racconta un sogno angoscioso fatto quella notte. Non appena la regina finisce di narrare del sogno, arriva un messaggero, che porta l’annuncio della totale disfatta dei Persiani. La battaglia viene raccontata accuratamente, dapprima con la descrizione delle flotte,[1] poi con l’analisi della fasi dello scontro e infine con il quadro desolante delle navi distrutte in mare e dei soldati superstiti privi di aiuto.
Lamenti e pianti riempiono la scena fino alla comparsa del defunto padre di Serse, Dario, marito di Atossa. Lo spettro dà una spiegazione etica alla disfatta militare, giudicandola la giusta punizione per la hýbris (tracotanza) di cui si è macchiato il figlio, nell’aver osato cercare di conquistare il Mar Egeo con la sua flotta.
Arriva infine il diretto interessato, lo stesso re Serse, sconfitto e distrutto, che unisce il proprio lamento di disperazione a quello del coro, in un canto luttuoso che chiude la tragedia.”

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Agon Eschileo : 11° edizione della gara di greco antico

Mer, 04/10/2019 - 21:11

E’ proprio a Gela che si svolge l’unica gara nazionale di greco antico in cui studenti provenienti da tutti i licei classici d’Italia e Sicilia, si sfidano a suon di versi nella traduzione di una delle sette tragedie di Eschilo: il più grande tragediografo che visse ad Eleusi e morì a Gela nel 456 a.C.
Ormai da numerosi anni il Liceo classico Eschilo di Gela, diretto da Gioacchino Pellitteri,con la sponsorizzazione di Eni, organizza l’Agòn Eschileo, importante manifestazione culturale giunta già alla sua undicesima edizione e che si svolge con cadenza biennale.
L’Agòn accoglie quest’anno ben 25 studenti da tutte le regioni d’Italia, dal 9 al 13 aprile per aggiudicarsi il premio ambito.
L’apertura della manifestazione si è svolta nell’aula magna della scuola giorno 9 aprile, giornata in cui gli alunni in gara hanno avuto modo di conoscere gli insegnanti di greco che compongono la commissione esaminatrice, la referente del progetto, alcuni studenti e le famiglie gelesi ospitanti.
Stamattina ha avuto ufficialmente inizio la gara, alle ore 8.30, presso la biblioteca “Nicolò Di Fede” del Liceo. Quest’anno gli studenti si sono cimentati per ben 6 ore nella traduzione dal greco all’italiano di un passo tratto dalla tragedia di Eschilo “ I Persiani”.
Il programma del soggiorno degli ospiti prevede anche spettacoli, conferenze, visite guidate che faranno scoprire i tesori della nostra città, culla dell’antica Grecia, e dei luoghi significativi della Sicilia.
Sabato prossimo, alle 9,30, la cerimonia di premiazione dei vincitori di «Agòn 2019» al teatro Eschilo di Gela.
Di seguito la trama dell’opera “ I Persiani”:
“La tragedia è ambientata a Susa, la residenza del re di Persia, dove Atossa, madre del regnante Serse, ed i dignitari di corte attendono con ansia l’esito della battaglia di Salamina (480 a.C.).
In un’atmosfera cupa e colma di presagi funesti, la regina racconta un sogno angoscioso fatto quella notte. Non appena la regina finisce di narrare del sogno, arriva un messaggero, che porta l’annuncio della totale disfatta dei Persiani. La battaglia viene raccontata accuratamente, dapprima con la descrizione delle flotte,[1] poi con l’analisi della fasi dello scontro e infine con il quadro desolante delle navi distrutte in mare e dei soldati superstiti privi di aiuto.
Lamenti e pianti riempiono la scena fino alla comparsa del defunto padre di Serse, Dario, marito di Atossa. Lo spettro dà una spiegazione etica alla disfatta militare, giudicandola la giusta punizione per la hýbris (tracotanza) di cui si è macchiato il figlio, nell’aver osato cercare di conquistare il Mar Egeo con la sua flotta.
Arriva infine il diretto interessato, lo stesso re Serse, sconfitto e distrutto, che unisce il proprio lamento di disperazione a quello del coro, in un canto luttuoso che chiude la tragedia.”

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Primo Episodio | Don Lino Di Dio

Mer, 04/10/2019 - 08:00

Prima (di sette) puntate della web serie “Italia Sicilia Gela” di Iacopo Patierno, creata all’interno del progetto “Gela Le Radici del Futuro”.
Si racconta la storia di Don Pasquale (Lino) Di Dio, rettore della Chiesa di Sant’Agostino di Gela, amatissimo in città, una vera e propria istituzione.
Grazie al suo lavoro a Gela è nata la Casa della Misericordia, un luogo di riparo per i poveri che oggi assiste e ascolta centinaia di persone.
“Io Gela la vedo come una mamma invecchiata, con tante rughe che abbiamo prodotto noi figli…”
Prossimo episodio 17 aprile 2019!

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La Gela che cambia diventa una web serie

Mar, 04/09/2019 - 19:36

Una città e un territorio di grandi contraddizioni. Ricco di storia e di cultura, uno dei principali siti archeologi del Mediterraneo, con radici che risalgono a 2.700 anni fa, poco valorizzato rispetto a ciò che può offrire.
Tanti gelesi scelgono oggi di tornare o di restare, attaccati alla propria terra, per poter valorizzare e diffondere i lati positivi e la voglia di cambiamento di un territorio che è ospitale e ricco di risorse. È proprio attraverso i loro racconti che sarà possibile conoscere una Gela diversa da quella dell’immaginario collettivo con la web serie Italia Sicilia Gela. L’iniziativa fa parte del progetto di valorizzazione del territorio Gela le Radici del Futuro.

Realizzata grazie al sostegno di Eni e il patrocinio del Comune di Gela, la web serie è prodotta da Jacopo Fo srl del Gruppo Atlantide e vede alla regia Iacopo Patierno. “Vogliamo far vedere e sostenere le forze positive che esistono nella città” ha dichiarato Jacopo Fo. Il progetto racconta in 7 episodi Gela attraverso la voce e le testimonianze di altrettanti protagonisti. Insieme danno uno spaccato della città siciliana diverso da quello conosciuto dalle cronache, rivelando assieme ai suoi problemi le straordinarie bellezze e potenzialità che racchiude. Una storia che parla di una città in particolare, ma che ben rappresenta simbolicamente la Sicilia nel suo insieme e tutta l’Italia, combattuta tra difficoltà ed enormi opportunità.

Da qui il nome della web serie: Italia Sicilia Gela, appunto. “Raccontare Gela è raccontare il nostro Paese” dichiara Iacopo Patierno “lavorando al progetto ho scoperto lati della città che mi hanno meravigliato, a cominciare dall’ospitalità dei gelesi davvero speciale, fa sentire subito a casa. Poi la ricchezza di una città poco conosciuta, dall’archeologia alla bellezza della costa e del suo lungomare”. La prima stagione della web serie Italia Sicilia Gela è stata presentata in anteprima al Teatro Eschilo di Gela e sarà proposta ai festival nazionali e internazionali. Sarà possibile seguirla su www.gelaleradicidelfuturo.it dove compariranno a partire del 10 aprile a cadenza settimanale i 7 episodi nella versione in italiano e dall’11 di aprile con i sottotitoli in inglese per il pubblico internazionale.

In tutto sono tre le stagioni previste della web serie, che si concluderà nel 2020. Offrirà nel suo insieme una visione completa del centro nisseno, evidenziando le trasformazioni sociale in atto, gli aspetti gastronomici e l’immenso patrimonio archeologico. E lancia un messaggio agli stessi gelesi, loro stessi artefici del cambiamento.

fonte articolo: repubblica.it

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Italia Sicilia Gela – sogni, speranze e contraddizioni.

Sab, 03/30/2019 - 12:08

Devo ammetterlo: ieri sera avevo un po’ di timore. Ho partecipato alla premiére della web series Italia Sicilia Gela tenutasi al Teatro Eschilo. Un progetto realizzato da Jacopo Fo srl, che ha ricevuto il sostegno di Eni, patrocinao del Comune di Gela. Sette episodi, sette personaggi che raccontano la vita in città e si raccontano. Prossimamente sarà disponibile sul sito di Gela: Le radici del futuro. A presentare vi è proprio Jacopo Fo, che accenna a quanto non sia stato semplice selezionare i protagonisti.

Da una prima visione del trailer ero abbastanza convinta si trattasse di un prodotto dal taglio qualitativamente azzeccato in termini di regia, montaggio, audio e fotografia.

Il clima emotivo che ha sempre inondato Gela non è mai stato dei più miti. Spesso l’atmosfera si è mostrata turbolenta e incostante. Quello che infatti speravo era che non si trattasse di un tentativo disperato di riabilitare la reputazione di questo territorio attraverso racconti stucchevoli e, per certi versi, ipocriti. Temevo di ritrovarmi di fronte a una serie di sviolinate al mare e di commenti sul perché non bisognerebbe mai lasciare questa città di sole, cuore, amore, per poi essere smentiti dalla realtà dei fatti precedenti e successivi alle riprese di questa docu-serie.

Ma fortunatamente, il regista Iacopo Patierno è stato bravo nel deludere le mie non troppo alte aspettative, tanto che adesso posso permettermi di recensirla.

Se avessi delle competenze registiche e dovessi girare un film sul mio luogo d’origine, cercherei di darvi un taglio malinconico e al contempo di speranza, concentrandomi sui sogni e i conflitti personali dei vari personaggi. Italia Sicilia Gela sposa su vari punti questa mia visione.

Con nonchalance, già dal primo episodio l’attenzione è posta sui personaggi che raccontano di sé, accennano alle loro vite e descrivono i sentimenti (spesso contrastanti) che nutrono per la città. Senza mai andare troppo oltre, in circa venti minuti ad episodio, si cerca di cogliere l’essenziale, cercando di offrire qualche pillola di ottimismo, ma senza tralasciare le problematiche che attanagliano Gela e si insidiano in chi la vive. Traspare in qualche modo anche una bellezza collaterale, che non risulta mai sfacciata. Un profondo dissidio interiore è il sentimento che s’impossessa del cuore e dell’animo di moltissimi gelesi.

Sette persone comuni cercano di descrivere con leggerezza questa realtà, e tra questi vi è gente che si è spesa in prima persona e ne ha viste di cotte e di crude. Si chiede loro di descrivere la città come una persona. Gela è come una mamma che ti abbraccia e ti protegge. Come un fidanzato che ami ma con cui hai un rapporto conflittuale. Come una ragazza che cerca la sua strada. E non solo.

Si chiede ai protagonisti di confessare i propri sogni, e mi stupisce sentire esprimere anche i desideri più ingenui.

La narrazione è un crescendo per lo spettatore, la cui attenzione aumenta al proseguire degli episodi. Non tutte gli aspetti negativi vengono citati, ma non ce n’è bisogno, basta semplicemente sottintenderli. La chicca sono le rare immagini d’archivio che ci mostrano i bagni di sangue degli anni più bui e violenti, quando la mafia sembrava dominare tiranna. Ed è qui che ci ricordiamo d’un tratto che abbiamo superato tempi ben peggiori in cui i morti per strada non facevano più notizia. Gela avrebbe ancora il potenziale per migliorare, se solo gli abitanti volessero migliorare sé stessi.

Infine, ci ricorda l’importanza del sorriso di un bambino, perché ai bambini bastano i loro occhi per colorare le mura spoglie che li circondano.

fonte articolo: cosenostrenews.it

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Italia Sicilia Gela’, web serie prodotta da Jacopo Fo

Sab, 03/30/2019 - 09:23

A via la prima di “Italia Sicilia Gela”, la web serie diretta dal giovane regista campano Iacopo Patierno prodotta da Jacopo Fo nell’ambito del progetto “Gela le radici del futuro”.
Il battesimo ufficiale si è tenuto al teatro Eschilo della cittadina nissena. Dopo la proiezione, un talk tra pubblico e protagonisti ha chiuso la serata.
La web serie è stata realizzata grazie al contributo di Eni e ha come mission quella di raccontare una Gela diversa da quella dell’immaginario collettivo.

La web serie, che si articolerà in tre stagioni da sette episodi ciascuna, ruota attorno a storie di uomini e donne, che ciascuno nel loro campo, stanno contribuendo a diffondere un’immagine diversa della cittadina nissena. Il format è quello delle interviste nelle quali ciascuno racconta la propria esperienza.
Nella prima stagione, che sarà disponibile sul web a partire dal prossimo mese di aprile, si raccontano le storie di un giovane sacerdote che per volontà di Papa Francesco apre a Gela la “casa della Misericordia”, un centro al servizio dei meno abbienti.

Fonte Articolo: adnkronos.com

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