Gela Le Radici del Futuro

Abbonamento a feed Gela Le Radici del Futuro Gela Le Radici del Futuro
turismo | arte | cultura | storia | natura | mare |
Aggiornato: 2 ore 34 min fa

Consegna degli attestati di partecipazione al secondo anno del progetto di Alternanza Scuola Lavoro “Blog per Gela”

Mar, 06/11/2019 - 16:54

Il 6 giugno 2019, ospiti dell’Istituto Morselli di Gela, Giuseppe Ventura e Simone Canova hanno consegnato gli attestati di frequenza agli studenti che hanno partecipato al progetto di Alternanza Scuola-Lavoro “Blog per Gela”.


E’ il secondo anno del progetto e anche questa volta centinaia gli studenti che hanno partecipato creando e gestendo un blog personale.
I 10 ragazzi più meritevoli (5 blogger del primo livello e 5 blogger del secondo livello), hanno beneficiato di un soggiorno premio per la durata di 3 giorni nella Libera Università di Alcatraz (Gubbio), e saranno accompagnati da 4 docenti.

L'articolo Consegna degli attestati di partecipazione al secondo anno del progetto di Alternanza Scuola Lavoro “Blog per Gela” proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Palazzo Pignatelli

Lun, 06/10/2019 - 15:17

L’ex Convitto Pignatelli – Roviano, si trova a Gela nel centralissimo Corso Salvatore Aldisio.

L’edificio si presenta a pianta quadrata con corte interna e risulta isolato da altri fabbricati. L’impianto è neoclassico. La facciata principale è semplice con lesene e paraste che ne abbelliscono il prospetto. Gli altri tre prospetti restanti, hanno invece un aspetto più rigoroso e privo di elementi decorativi.

Questo antico palazzo fu costruito per volontà della signora Anna Maria Pignatelli, principessa di Roviano, che il 24 Settembre 1842, col suo testamento decise di nominare come erede universale il Cardinale Sisto Riario Sforza, Arcivescovo di Napoli. I padri gesuiti siciliani, eredi di un cospicuo lascito, costruiscono così questo «convitto per la educazione religiosa e civile dei giovanetti». In questo testamento, rogato dal notaio Vincenzo d’Ambrosio di Caivano, la signora Pignatelli precisa anche le condizioni del lascito.

L’edifico è stato sempre utilizzato per destinazione d’uso pubblico. Successivamente all’utilizzo come convitto scolastico, infatti, è stato ginnasio liceo regio. Successivamente ha ospitato anche altre scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, tra cui i Salesiani nel 1905. Infine, negli anni cinquanta il Comune di Gela spostò provvisoriamente la sua sede in questo edificio, durante la costruzione dell’attuale municipio.

Oggi, tra le mura del Convitto, operano varie associazioni di volontariato e gli operatori del Centro per l’impiego. In alcune occasioni, il palazzo ospita vari eventi culturali come mostre e concerti all’interno del complesso.

L'articolo Palazzo Pignatelli proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

GELA, la distesa di cotone più grande d’Europa

Lun, 06/10/2019 - 15:08

La piana di Gela era la zona con maggiore produzione di cotone in Europa, fino agli anni ’60.

I bianchi campi di cotone hanno sempre colpito i forestieri perché questa coltura era praticata solo a Gela.

Da questa candida pianta, si ricavavano ottime fibre per i tessuti e dai suoi semi, olio per i saponi.

“L’Oro biancodi Gela era una pianta bassa che veniva raccolta ogni otto giorni per circa un mese.

A settembre cominciava la raccolta e poiché il pagamento del lavoro andava a chili, molti ragazzi e uomini si recavano sul posto di lavoro prima dell’alba per raccoglierne il più possibile.

Nel pomeriggio il cotone raccolto veniva trasportato sui carretti e poi veniva scaricato nei magazzini del padrone.

Spesso per velocizzare i tempi, il cotone veniva raccolto ancora con le bucce che poi venivano levate dalle donne in paese.

Talvolta dei ragazzini rubavano dai carretti il cotone per poi venderlo a basso costo.

A volte, in mezzo al cotone si seminava il sesamo, (“a ciciulena”) che maturo, veniva tagliato, fatto asciugare al sole e poi usato per fare il torrone o per decorare e rendere più buono il pane, specie quello fatto per “S. Antonio”.

Purtroppo questa è un’attività ormai scomparsa… Per cui la storia della pianta del cotone gelese è affidata solo a vecchie fotografie o ai ricordi degli anziani. Erano molti gli usi del cotone a scopo decorativo, soprattutto durante il Natale in cui si usava creare un piccolo altarino di cotone davanti le finestre di casa, in cui si era soliti riporre “il bambinello”.

Per le foto si ringrazia E. Sala

L'articolo GELA, la distesa di cotone più grande d’Europa proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Gela attraverso gli occhi dei suoi abitanti

Mar, 05/28/2019 - 12:06

Gela, una città dalla forte personalità, depositaria dello splendore ellenico della propria origine. Culla della colonizzazione greca in Sicilia, nel corso della storia viene distrutta dai Cartaginesi per ben due volte ma, come l’araba fenice, rinasce dalle proprie ceneri e ora, la riscopriamo proprio dalle sue radici…

È proprio dal valore della sua antichità, dalla storia che l’ha attraversata, che emerge il profilo di una città dalla personalità complessa, dalle diverse sfaccettature e contraddizioni. Sono questi aspetti contrastanti che danno a Gela un fascino unico, che invoglia a esplorarla fino in fondo.
E quale miglior modo di conoscere un luogo se non attraverso gli occhi di chi lo vive nel quotidiano?
Una città è fatta dai propri abitanti, che portano nel loro DNA le impronte del tempo che è trascorso, che è presente e in divenire.
Con lo scopo di far conoscere le origini e la storia del territorio gelese attraverso iniziative artistiche e culturali nasce il progetto di valorizzazione territoriale fondato da Jacopo Fo, con il sostegno di Eni.
Tra queste, l’idea di costituire un Gruppo di Animazione Territoriale (GAT), composto da 8 giovani residenti nel territorio di Gela, selezionati per partecipare a uno stage di formazione di 2 settimane coordinato dallo stesso Fo, presso la Libera Università di Alcatraz a Gubbio.
Ed è proprio mentre i ragazzi svolgevano il corso che al regista Iacopo Patierno, collaboratore di Fo nel progetto, nasce l’idea della webserie: raccontare Gela attraverso la diretta testimonianza di coloro che la vivono. Approfondiamo la nascita e lo sviluppo di questo progetto, con un’intervista.

Mostrare la realtà gelese attraverso gli occhi dei suoi abitanti: da dove è nata quest’idea?

“Incontrando le persone Don Lino, Giuseppe, Francesco, Sandra e Elisa, solo per citarne alcuni, mi sono accorto che tutti, avevano un rapporto particolare con questo luogo. Tra questi, ce ne erano alcuni che facevano anche delle cose particolari come l’archeologo e l’istruttrice di kite surf. Di ognuno ho ascoltato le storie, ed è allora che ho iniziato a pensare di fare una webserie, basandomi sui loro racconti”.
Scopriamo così che il primo approccio è stato quello di individuare le persone e mentre ognuno si raccontava, emergeva il legame con il posto in cui viveva e che poteva coinvolgere in profondità i loro concittadini.
“Mi sono accorto, che il primo passo importante era quello di far riscoprire ai cittadini, il valore della propria città – ci spiega il regista – È indispensabile che gli abitanti pensino di vivere in un bel luogo, perché questo è ciò che un po’ manca nella città, un apprezzamento interno del luogo in cui si vive” – continua Patierno.
In effetti, guardando le sette puntate della serie, Gela si configura come una città dalla personalità complessa ma che sollecita a scoprirne il volto autentico. Alcune definizioni per esempio, offrono lo spunto per rivelare alcuni aspetti che si intuiscono di Gela e che Iacopo Patierno conferma.

Di Gela, alcuni hanno detto che è come “avere una fidanzata con una storia complicata”, ha fatto lo stesso effetto anche a te?

Gela ha bisogno di qualche giorno per essere capita, perché è molto particolare: la città ha diversi punti di accesso, dal mare o dalla piana, e ogni volta, sembra di entrare in una città diversa. Gela ha il pregio di far sentire la sua storia, a parte la bellezza del lungomare (che è indiscussa), percorrendo le vie del centro storico, capita spesso di imbatterti in monumenti archeologici. Personalmente, ho avuto la fortuna di conoscerla con gli occhi dei gelesi, avevo delle guide d’eccezione, come Giuseppe La Spina, archeologo di professione. Oggi Gela è una città industriale e, come tale, non di immediata comprensione. Non è al primo impatto che ti colpisce, ma scoprendola, vedi tantissime cose.

“Gela è come una mamma: quando una persona ha bisogno si stringe intorno a lei”, sei d’accordo? Hai vissuto anche tu questa sensazione?

“Si, sono completamente d’accordo. I gelesi ti coinvolgono in quello che di buono hanno. Un episodio che mi piace ricordare, è legato al cibo, all’ospite del posto in cui dormivo. Per girare la serie, facevamo dei turni molto lunghi, uscivamo la mattina presto e tornavamo la sera molto tardi. Ogni volta, al rientro per cena, trovavamo qualcosa di speciale, il cibo preparato per la famiglia, veniva offerto anche a noi. Non era un obbligo o qualcosa che ti aspetti di ricevere. Quando si parla di ospitalità, non è il gesto ma il come fai le cose. Il tutto si traduce nel dono della condivisione. Anche per strada, hanno cominciato a riconoscerci e a trattarci da amici, anche invitandoci a bere un caffè. È stato molto bello sentirsi ben accolti, non è scontato volersi raccontare. Penso che i protagonisti della serie ci abbiano regalato qualcosa di importante, proprio perché hanno raccontato le loro storie, e non è facile farlo, soprattutto di fronte a degli sconosciuti”.
Parlare degli abitanti gelesi ha, tuttavia, per Patierno un senso più grande: “realizzando questa serie, ci si rende conto che alcune delle problematicità di Gela sono spesso accomunabili con quelle di tutto il territorio nazionale – spiega Patierno. In prima istanza, rivolgere la serie ai locali attraverso persone come loro, che amano il proprio posto e sono proattivi nel migliorarlo, aveva lo scopo di risvegliare il senso di appartenenza e di amore verso la propria città. Ma la serie punta anche a uscire dai confini cittadini e regionali, e le storie, per essere seguite oltre confine, dovevano parlare di qualcosa di personale, in cui chiunque potesse ritrovarsi, come per esempio, i sogni.
Ed è ciò che si sogna per sé stessi e per Gela il comune denominatore che fa da filo conduttore nelle storie, con un’intensità capace di contagiare la realtà. Perché come dice Don Lino “Il sogno è qualcosa che desideri e fai di tutto per realizzarlo”, per Giuseppe è “tirare fuori un teatro greco dalle viscere della terra”, “è la spiaggia autorizzata per popolare il cielo gelese dei mille colori dei kite” per Sandra… “basta crederci!” aggiunge Elisa.
La prima operazione da fare era stimolare un’intraprendenza locale, perché ogni cosa che si fa con convinzione, provoca un effetto domino: “se penso di vivere in un bel posto, ho voglia che tu mi venga a visitare” afferma convinto Patierno, che ha presentato lo scorso 30 marzo al teatro Eschilo di Gela la prima webserie.
Per apprezzare Gela la scelta condivisa è stata quella di tornare alle radici, con un viaggio a ritroso nel tempo, perché “partire dal nostro passato, scoprire perché parliamo questa lingua, perché abbiamo certi atteggiamenti, perché vestiamo in un certo modo, tutto proviene dal nostro passato, se non conosciamo questo, non conosciamo chi siamo”, è la riflessione a voce alta di Giuseppe.

Fonte Articolo: https://www.eniday.com/it/human_it/gela-attraverso-occhi-abitanti/

 

L'articolo Gela attraverso gli occhi dei suoi abitanti proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Settimo Episodio | Dalila, Tiberio e Viola

Mer, 05/22/2019 - 00:01

Ultimo appuntamento con la webserie del progetto Gela Le Radici del Futuro. Conosciamo Dalila, Tiberio e la piccola Viola, proprietari e gestori della Creperia, un locale molto in voga nel quartiere Macchitella. Macchitella nacque con l’apertura del Petrolchimico di Gela, per dare casa agli operai dello stabilimento. Tiberio è nato qui, c’erano molte regole da rispettare…

L'articolo Settimo Episodio | Dalila, Tiberio e Viola proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Santa Rita da Cascia

Mar, 05/21/2019 - 15:34

Tra le varie festività religiose del mese di maggio, domenica 19 maggio inizieranno i festeggiamenti in onore di Santa Rita da Cascia,la santa delle cause impossibili, venerata nella chiesa di Sant’Agostino. Il triduo sarà predicato da Suor Marta Gadaleta, postulatrice delle Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria di Roma, scrittrice e grande conoscitrice di Santa Rita.

Domenica 19 maggio, ore 19,00 dopo la celebrazione, seguirà la seconda edizione della consegna del premio “Rita, donna di misericordia”, riconoscimento riservato a donne gelesi che hanno lavorato a Gela e che si sono distinte nella vita religiosa, matrimoniale e vedovile.

Lunedì 20 maggio, ore 19:00 la Celebrazione Eucaristica e la benedizione delle mamme, sarà animata dall’Unione primaria di Santa Rita, associazione laicale nata lo scorso anno a Gela e legata al Monastero agostiniano di Cascia.

Martedì 21 maggio La celebrazione verrà animata dal Movimento di spiritualità vedovile “Speranza e Vita” di Gela e, a conclusione, seguirà il racconto del beato transito di Santa Rita.

Mercoledì 22 maggio, giorno della festa in onore della Santa, le Sante Messe saranno alle ore: 8:00, 9:30, 10:30, 12:00, 17:00.

Alle ore 18,30 ci sarà l’esposizione del simulacro della Santa in Piazza Sant’Agostino.

Alle ore 19:00 inizierà la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Antonino Rivoli, Vicario Generale della Diocesi di Piazza Armerina. A conclusione, la breve processione del simulacro di Santa Rita e lo spettacolo pirotecnico. Dopo ogni Celebrazione Eucaristica si procederà alla benedizione delle rose e alla venerazione della Reliquia di Santa Rita da Cascia.

L'articolo Santa Rita da Cascia proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Santa Rita da Cascia

Sab, 05/18/2019 - 15:31

Tra le varie festività religiose del mese di maggio, domenica 19 maggio inizieranno i festeggiamenti in onore di Santa Rita da Cascia, la santa delle cause impossibili, venerata nella chiesa di Sant’Agostino. Il triduo sarà predicato da Suor Marta Gadaleta, postulatrice delle Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria di Roma, scrittrice e grande conoscitrice di Santa Rita.

Domenica 19 maggio, ore 19,00 dopo la celebrazione, seguirà la seconda edizione della consegna del premio “Rita, donna di misericordia”, riconoscimento riservato a donne gelesi che hanno lavorato a Gela e che si sono distinte nella vita religiosa, matrimoniale e vedovile.

Lunedì 20 maggio, ore 19:00 la Celebrazione Eucaristica e la benedizione delle mamme, sarà animata dall’Unione primaria di Santa Rita, associazione laicale nata lo scorso anno a Gela e legata al Monastero agostiniano di Cascia.

Martedì 21 maggio La celebrazione verrà animata dal Movimento di spiritualità vedovile “Speranza e Vita” di Gela e, a conclusione, seguirà il racconto del beato transito di Santa Rita.

Mercoledì 22 maggio, giorno della festa in onore della Santa, le Sante Messe saranno alle ore: 8:00, 9:30, 10:30, 12:00, 17:00.

Alle ore 18,30 ci sarà l’esposizione del simulacro della Santa in Piazza Sant’Agostino.

Alle ore 19:00 inizierà la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Antonino Rivoli, Vicario Generale della Diocesi di Piazza Armerina. A conclusione, la breve processione del simulacro di Santa Rita e lo spettacolo pirotecnico. Dopo ogni Celebrazione Eucaristica si procederà alla benedizione delle rose e alla venerazione della Reliquia di Santa Rita da Cascia.

L'articolo Santa Rita da Cascia proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Sesto Episodio | Francesco

Mer, 05/15/2019 - 11:02

Musicista di passatempo, grafico pubblicitario di professione Francesco D’Aleo ci porta negli anni più oscuri per la città di Gela, quando le sparatorie e i morti erano, tristemente, all’ordine del giorno.
Prossimo episodio: 22 maggio 2019!

L'articolo Sesto Episodio | Francesco proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Un progetto Pon per conoscere la Città

Gio, 05/09/2019 - 14:49

Si é concluso il 2 Maggio alla scuola elementare Luigi Capuana di Gela, il modulo formativo Stupor Mundi facente parte del progetto Pon chiamato “Ghelas 2700 anni di storia”.

Il percorso didattico ha visto coinvolte tutte le classi quinte e ha avuto come obiettivo principale quello di aiutare gli alunni a conoscere, scoprire, valorizzare ed amare il territorio.

Durante questo percorso formativo affiancati dal progetto “gela le radici del futuro” di Jacopo Fo, volto a promuovere e far conoscere la città, i bambini hanno scoperto e conosciuto meglio il portale www.gelaleradicidelfuturo.it e hanno visitato i siti archeologici leggendone la storia direttamente dai contenuti in esso presenti.

Grazie all’associazione culturale Disegni e disogni che ha messo a disposizione una mappa di Gela, creata a misura di bambino, hanno seguito un percorso turistico interattivo su cui lavorare.

Un ringraziamento speciale va alle maestre Vanda Condorelli e Donatella Gambino ideatrici del progetto.

L'articolo Un progetto Pon per conoscere la Città proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Quinto Episodio | Giuseppe

Mar, 05/07/2019 - 23:34

Archeologo, ci racconta un po’ la storia di Gela Sembra che a Gela lo conoscano tutti: è Giuseppe La Spina, archeologo con una grandissima passione per il suo territorio, Gela, un patrimonio archeologico immenso. Giuseppe è anche scopritore della Pietra Calendario, diventato oggi oggetto di studio. Prossimo episodio: 15 maggio 2019!

 

L'articolo Quinto Episodio | Giuseppe proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Il gioco della pentolaccia: una tradizione che si rinnova per San Giuseppe lavoratore

Ven, 05/03/2019 - 14:04

Il mese di maggio a Gela, si apre con una festa per San Giuseppe lavoratore.

La festa di San Giuseppe infatti, si divide in due momenti. Nel mese di marzo si organizzano le” tavole” per le cene offerte ai poveri. A maggio invece, si svolge un’altra festività dedicata allo stesso santo e molto sentita: “u iocu do iaddruzzu” (gioco del galletto o della pentolaccia) che un tempo consisteva nel far rompere un vaso di terracotta con un lungo bastone, da un povero della città. Il vaso, fatto traballare, conteneva un gallo vivo, appeso a una corda. Solo colui che riusciva a rompere il vaso, spettava il gallo vivo come ricompensa. Oggi al posto del gallo vengono posti un pupazzo e altri doni.

Con questi festeggiamenti la popolazione torna a scoprire le tradizioni storico-popolari.

La prima settimana di maggio sono molti gli appuntamenti dedicati a San Giuseppe lavoratore nella Chiesa Sant’Agostino.

Dal 1 al 4 maggio ci saranno momenti di preghiera nelle aziende gelesi con i lavoratori.

Il culmine dei festeggiamenti si avranno Domenica 5 maggio con numerose Sante Messe, poi “l’asta” alle ore 9,30 in Piazza Sant’Agostino.

Alle ore 16:00 si terrà il tradizionale gioco della pentolaccia “u jocu do jadduzzu” e alle ore 18:30 inizierà la processione del simulacro di san Giuseppe, recentemente restaurato, che  percorrerà il tradizionale itinerario. Al rientro della processione, a chiusura dell’evento, seguiranno i giochi pirotecnici.

Di seguito le parole di Don Lino, rettore della Chiesa S. Agostino: “Si rinnova la tradizionale festa di San Giuseppe che la città di Gela vive sia a marzo che la prima domenica di maggio, un momento forte per tutti noi che ricorriamo al grande Santo della Provvidenza, l’unico che ha avuto la possibilità di salvaguardare come padre Gesù e custodire Maria. Penso che, questo momento sia uno dei più belli che la nostra città annualmente viva, perché fede, tradizione e folklore si uniscono intrinsecamente, per sfociare non a uno sterile devozionismo ma alla solidarietà verso coloro che hanno perso il lavoro e sperano in delle immediate soluzioni e verso i poveri aiutati attraverso la raccolta dei due momenti folkloristici della festa: l’asta e il gioco della pentolaccia”.

L'articolo Il gioco della pentolaccia: una tradizione che si rinnova per San Giuseppe lavoratore proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Quarto Episodio | Silvia

Mar, 04/30/2019 - 23:07

Amo Gela in tutte le sue sfaccettature…

Quarto appuntamento con la webserie Italia Sicilia Gela. Silvia Scuderi ci porta a fare immersioni subacquee nella zona di Manfria, alla scoperta, magari, di nuovi reperti archeologici.

Prossimo episodio: 8 maggio 2019!

L'articolo Quarto Episodio | Silvia proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Terzo Episodio | Sandra

Mer, 04/24/2019 - 12:04

Spiegate le vele, si fa Kitesurf a Gela! Terza puntata della webserie Italia Sicilia Gela, regia di Iacopo Patierno.
Conosciamo Sandra La Terra, imprenditrice con una grande passione: fare kitesurf… a Gela naturalmente.
Da sette anni è organizzatrice del Kite Festival del Golfo di Gela, un’evento che porta in città sportivi da tutto il mondo.

Prossimo episodio: 1 maggio 2019!

 

L'articolo Terzo Episodio | Sandra proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Venerdì Santo

Gio, 04/18/2019 - 22:47

Di tutta la settimana Santa è soprattutto il Venerdì Santo il giorno più sentito,

il vero e proprio fulcro della tradizione popolare.

In questo giorno i cristiani commemorano la Passione e la crocifissione di Gesù Cristo.

Per la Chiesa Cattolica il Venerdì santo è il giorno della morte di Gesù, non si celebreranno messe né suoneranno le campane. Esse suoneranno il giovedì per l’ultima volta e riprenderanno solo a mezzanotte durante la Veglia Pasquale in segno dell’annuncio dei Cristiani della resurrezione del Signore.

Il Venerdì viene svolta dal popolo una vera e propria Via Crucis, che ripercorre quella del nostro “Salvatore”.

Durante la mattina il Cristo, opera del 1700 interamente fatta in cuoio e cartapesta, viene portato fuori dalla Chiesa Madre fino alla Piazza del Calvario, in processione, ripercorrendo tutte le stazioni della Via Crucis.

Al Calvario ne viene mimata la crocifissione alle 12:00

Alle 15:00 si svolge la Via crucis cittadina ai piedi del calvario, tradizionalmente preparata dai giovani delle parrocchie cittadine.

Al tramonto del venerdì si assiste alla “deposizione della croce”: il simulacro viene schiodato e consegnato al sacerdote prima e ai marinai poi che, secondo l’usanza gelese, lo trasporteranno  dentro l’urna, in processione in spalla fino in Chiesa Madre senza mai poggiarlo a terra .

La figura dei marinai richiama sia il mestiere della maggior parte degli apostoli che

che al ruolo di Gela nell’antichità quale città non solo di agricoltura ma anche di mare.

Al termine della giornata il sacerdote toglie le ostie consacrate dal sepolcro che verrà lasciato aperto e vuoto per ricordare quando, “durante la notte del passaggio dell’Angelo della Morte, i Giudei si attivarono affinché nemmeno una briciola di lievito si trovasse nelle loro case.” Le ostie vengono consacrate nuovamente soltanto la notte di Pasqua.

Si ringrazia il corrieredigela.com per le foto

L'articolo Venerdì Santo proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

La settimana Santa a Gela

Gio, 04/18/2019 - 22:34

La Pasqua è la principale solennità cristiana che rappresenta la resurrezione dell’uomo dopo la morte.

A Gela, in particolare, è una festa religiosa vissuta intensamente, che coinvolge non solo le comunità ecclesiastiche o i più religiosi ma l’intera popolazione.

Le tradizioni sono tramandate di generazione in generazione.

La settimana santa si apre con la Domenica delle palme, durante la quale i fedeli in Chiesa Madre, celebrano, con i tradizionali rami di ulivo e palme intrecciate benedetti durante la messa, l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme. Questa è l’unica domenica di Quaresima in cui il sacerdote è vestito di rosso.

Il Mercoledì Santo ricorda il processo di condanna a morte di Gesù: le statue del Cristo e dell’Addolorata sono portate nella Chiesa del Rosario dove i cittadini si recano per il rito del “Bacio dei piedi”. La processione è accompagnata dalle litanie, antichi canti struggenti delle “Lamentazioni”e cori bassi.

Il Giovedì Santo è il giorno della “Lavanda dei piedi”.

Si ricorda l’Ultima cena in cui Gesù si china umilmente a lavare i piedi ai suoi discepoli ricordandoci di essere semplici e umili coi nostri fratelli in ogni momento.

Le statue sacre vengono portate per le vie del centro storico Federiciano, fino in Chiesa madre, dove vengono infine deposte.

Le chiese della città rimangono aperte fino a notte tarda.

Ogni chiesa prepara il sepolcro in svariati modi. Tradizionalmente si soleva deporre, il giorno del mercoledì delle ceneri del grano su uno strato di bambagia su cui veniva lasciato  germogliare, al buio e al caldo.

Una volta pronto e legato con dei nastri rossi, veniva quindi posizionato sugli altari per simboleggiare l’uscita alla luce del Cristo.

Anticamente anche le campane delle chiese venivano legate per sottolineare che non avrebbero più suonato fino alla mezzanotte del sabato santo. Vengono spente tutte le luci nelle chiese ad eccezione di quella del sepolcro.

Il Venerdì Santo si ricorda la passione, la crocifissione e la morte di Gesù. Le statue in processione sono portate fuori dalla Chiesa Madre fino al Calvario. La processione è accompagnata dalle “Litanìe” delle donne addolorate. Poi giunti al Calvario, il Cristo è spogliato e messo in croce e l’Addolorata vien posta accanto a Gesù. I fedeli si raccolgono in preghiera in religioso silenzio.

La sera la statua di Gesù viene portata in spalla dai marinai gelesi, seguita dall’Addolorata, per tutto il centro storico fino a giungere in Chiesa Madre e vi fa rientro alle 22.30.

Il Sabato Santo è il giorno in cui la Chiesa ci invita ad aspettare con la Madre di Gesù, la Resurrezione.

Già dalle prime ore del mattino i fedeli si recano in Chiesa Madre per il funerale del Signore e per la sua sepoltura.

Intorno alle 11:00 il simulacro viene estratto dall’urna e riposto sotto l’altare dove verrà coperto. Poi, l’Addolorata viene posta sopra lo stesso altare. La sera si celebra nelle chiese la Veglia Pasquale che culmina a mezzanotte con l’esaltazione della resurrezione di Gesù.

La Domenica di Pasqua è il culmine dei festeggiamenti.

Si ringraziano il corrireredigela.com e gelacittadimare.it per le foto.

L'articolo La settimana Santa a Gela proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Secondo Episodio | Elisa

Mer, 04/17/2019 - 00:17

Iniziamo a scoprire la città di Gela Gela: mare, sole e il calore delle persone. Tuffiamoci al Panama Beach di Gela, stabilimento balneare fondato da Elisa, la seconda protagonista della nostra webserie Italia Sicilia Gela. “Siamo stati coraggiosi… ma ce l’abbiamo fatta! Il lavoro ce lo siamo inventato, ce lo siamo creato, perché abbiamo sfruttato le potenzialità che il territorio ci ha dato”. Prossimo episodio 24 aprile 2019!

L'articolo Secondo Episodio | Elisa proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Il tradizionale pranzo di Pasqua

Mar, 04/16/2019 - 20:42

Anche a Pasqua non manca il tradizionale pranzo in famiglia.

Sono tante le varianti in diverse parti d’Italia ma vediamo quali piatti si portano solitamente sulle nostre tavole, in Sicilia e a Gela in particolare.

Per il primo si predilige la pasta al forno col sugo di carne.

Immancabile come secondo invece, è l’agnello pasquale: agnello al forno con rosmarino accompagnato da gustosissime patate al forno come contorno.

Poi ci sono i carciofi e uova sode con ancora le bucce che i bambini più piccoli si divertono a dipingere con svariante fantasie e colori, i giorni precedenti la Pasqua, e per finire, sono i dolci a fare da padroni.

A parte le classiche uova di cioccolato finissimo fondente, al cioccolato bianco o al latte e nocciole, e alla soffice colomba pasquale (anche questa di diversi tipi a seconda dei gusti: cioccolato, crema o classica con canditi mandorle e glassa) anche per quest’occasione la regina dei dolci è la bellissima cassata siciliana alla ricotta e tanti altri dolci con le mandorle come l’agnello in pasta reale ripieno di pasta di pistacchio

Ma a Gela c’è un dolce molto particolare che ancora le nostre nonne amano esibire a tavola il giorno di Pasqua.

Stiamo parlando del pupu cu l’ovu.

Il nome è dovuto al fatto che in origine questo dolce aveva la forma di un pupazzo ma ci sono anche altre forme come la  colombina o  il cestino.

U pupu cu l’ovu è il dolce tipico gelese simbolo della Pasqua. E’ un dolce di pastafrolla ricoperto di glassa e codine colorate che contiene al suo interno un uovo sodo simbolo di nascita e rinascita di Cristo e dell’uomo. I contadini di un tempo usavano preparalo e donarlo nel giorno di Pasqua. Oggi viene preparto durante la Settimana Santa.

L'articolo Il tradizionale pranzo di Pasqua proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Gela, il 17 aprile la presentazione degli incentivi per il rilancio dell’area di crisi

Ven, 04/12/2019 - 15:40

Mercoledì 17 aprile 2019 alle ore 9.30 è in programma a Gela (Caltanissetta) un incontro sul rilancio dell’area di crisi industriale.

Presso la Pinacoteca del Comune, gli esperti di Invitalia incontreranno le imprese interessate a investire con il supporto delle agevolazioni della Legge 181.

Per richiedere un appuntamento è necessario scaricare l’apposito modulo, compilarlo e inviarlo entro il 16 aprile all’indirizzo rilanciogela@invitalia.it.

L'articolo Gela, il 17 aprile la presentazione degli incentivi per il rilancio dell’area di crisi proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Agon Eschilo: 11° edizione della gara di greco antico

Mer, 04/10/2019 - 22:01

E’ proprio a Gela che si svolge l’unica gara nazionale di greco antico in cui studenti provenienti da tutti i licei classici d’Italia e Sicilia, si sfidano a suon di versi nella traduzione di una delle sette tragedie di Eschilo: il più grande tragediografo che visse ad Eleusi e morì a Gela nel 456 a.C.
Ormai da numerosi anni il Liceo classico Eschilo di Gela, diretto da Gioacchino Pellitteri, con la sponsorizzazione di Eni, organizza l’Agòn Eschileo, importante manifestazione culturale giunta già alla sua undicesima edizione e che si svolge con cadenza biennale.
L’Agòn accoglie quest’anno ben 25 studenti da tutte le regioni d’Italia, dal 9 al 13 aprile per aggiudicarsi il premio ambito.
L’apertura della manifestazione si è svolta nell’aula magna della scuola giorno 9 aprile, giornata in cui gli alunni in gara hanno avuto modo di conoscere gli insegnanti di greco che compongono la commissione esaminatrice, la referente del progetto, alcuni studenti e le famiglie gelesi ospitanti.
Stamattina ha avuto ufficialmente inizio la gara, alle ore 8.30, presso la biblioteca “Nicolò Di Fede” del Liceo. Quest’anno gli studenti si sono cimentati per ben 6 ore nella traduzione dal greco all’italiano di un passo tratto dalla tragedia di Eschilo “ I Persiani”.
Il programma del soggiorno degli ospiti prevede anche spettacoli, conferenze, visite guidate che faranno scoprire i tesori della nostra città, culla dell’antica Grecia, e dei luoghi significativi della Sicilia.
Sabato prossimo, alle 9,30, la cerimonia di premiazione dei vincitori di «Agòn 2019» al teatro Eschilo di Gela.
Di seguito la trama dell’opera “ I Persiani”:
“La tragedia è ambientata a Susa, la residenza del re di Persia, dove Atossa, madre del regnante Serse, ed i dignitari di corte attendono con ansia l’esito della battaglia di Salamina (480 a.C.).
In un’atmosfera cupa e colma di presagi funesti, la regina racconta un sogno angoscioso fatto quella notte. Non appena la regina finisce di narrare del sogno, arriva un messaggero, che porta l’annuncio della totale disfatta dei Persiani. La battaglia viene raccontata accuratamente, dapprima con la descrizione delle flotte,[1] poi con l’analisi della fasi dello scontro e infine con il quadro desolante delle navi distrutte in mare e dei soldati superstiti privi di aiuto.
Lamenti e pianti riempiono la scena fino alla comparsa del defunto padre di Serse, Dario, marito di Atossa. Lo spettro dà una spiegazione etica alla disfatta militare, giudicandola la giusta punizione per la hýbris (tracotanza) di cui si è macchiato il figlio, nell’aver osato cercare di conquistare il Mar Egeo con la sua flotta.
Arriva infine il diretto interessato, lo stesso re Serse, sconfitto e distrutto, che unisce il proprio lamento di disperazione a quello del coro, in un canto luttuoso che chiude la tragedia.”

L'articolo Agon Eschilo: 11° edizione della gara di greco antico proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog

Agon Eschileo : 11° edizione della gara di greco antico

Mer, 04/10/2019 - 21:11

E’ proprio a Gela che si svolge l’unica gara nazionale di greco antico in cui studenti provenienti da tutti i licei classici d’Italia e Sicilia, si sfidano a suon di versi nella traduzione di una delle sette tragedie di Eschilo: il più grande tragediografo che visse ad Eleusi e morì a Gela nel 456 a.C.
Ormai da numerosi anni il Liceo classico Eschilo di Gela, diretto da Gioacchino Pellitteri,con la sponsorizzazione di Eni, organizza l’Agòn Eschileo, importante manifestazione culturale giunta già alla sua undicesima edizione e che si svolge con cadenza biennale.
L’Agòn accoglie quest’anno ben 25 studenti da tutte le regioni d’Italia, dal 9 al 13 aprile per aggiudicarsi il premio ambito.
L’apertura della manifestazione si è svolta nell’aula magna della scuola giorno 9 aprile, giornata in cui gli alunni in gara hanno avuto modo di conoscere gli insegnanti di greco che compongono la commissione esaminatrice, la referente del progetto, alcuni studenti e le famiglie gelesi ospitanti.
Stamattina ha avuto ufficialmente inizio la gara, alle ore 8.30, presso la biblioteca “Nicolò Di Fede” del Liceo. Quest’anno gli studenti si sono cimentati per ben 6 ore nella traduzione dal greco all’italiano di un passo tratto dalla tragedia di Eschilo “ I Persiani”.
Il programma del soggiorno degli ospiti prevede anche spettacoli, conferenze, visite guidate che faranno scoprire i tesori della nostra città, culla dell’antica Grecia, e dei luoghi significativi della Sicilia.
Sabato prossimo, alle 9,30, la cerimonia di premiazione dei vincitori di «Agòn 2019» al teatro Eschilo di Gela.
Di seguito la trama dell’opera “ I Persiani”:
“La tragedia è ambientata a Susa, la residenza del re di Persia, dove Atossa, madre del regnante Serse, ed i dignitari di corte attendono con ansia l’esito della battaglia di Salamina (480 a.C.).
In un’atmosfera cupa e colma di presagi funesti, la regina racconta un sogno angoscioso fatto quella notte. Non appena la regina finisce di narrare del sogno, arriva un messaggero, che porta l’annuncio della totale disfatta dei Persiani. La battaglia viene raccontata accuratamente, dapprima con la descrizione delle flotte,[1] poi con l’analisi della fasi dello scontro e infine con il quadro desolante delle navi distrutte in mare e dei soldati superstiti privi di aiuto.
Lamenti e pianti riempiono la scena fino alla comparsa del defunto padre di Serse, Dario, marito di Atossa. Lo spettro dà una spiegazione etica alla disfatta militare, giudicandola la giusta punizione per la hýbris (tracotanza) di cui si è macchiato il figlio, nell’aver osato cercare di conquistare il Mar Egeo con la sua flotta.
Arriva infine il diretto interessato, lo stesso re Serse, sconfitto e distrutto, che unisce il proprio lamento di disperazione a quello del coro, in un canto luttuoso che chiude la tragedia.”

L'articolo Agon Eschileo : 11° edizione della gara di greco antico proviene da Gela Le radici del Futuro.

Categorie: Altri blog