People For Planet

Abbonamento a feed People For Planet People For Planet
Aggiornato: 1 ora 56 min fa

“Lilt for women campagna nastro rosa 2019”

Mer, 10/02/2019 - 10:01

Ha preso il via ufficialmente ieri, martedì primo ottobre, la campagna nazionale “LILT For Women Campagna Nastro Rosa 2019”, giunta alla ventisettesima edizione, promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute, che pone al centro dell’intero mese di ottobre la prevenzione del cancro al seno, mediante visite senologiche e iniziative di sensibilizzazione. Testimonial di questa edizione 2019 è Belen Rodriguez, lo slogan scelto è “La prevenzione non ha età”, mentre l’hashtag ufficiale rimane #vivilrosa.

Per le visite senologiche gratuite, la LILT di Catania mette a disposizione i propri ambulatori nei quali i medici specialisti volontari dell’associazione eseguiranno le visite, daranno consigli, distribuiranno opuscoli informativi e insegneranno alle donne più giovani l’autopalpazione. All’edizione 2019 collabora la Breast unit dell’ospedale “Cannizzaro” di Catania. Le modalità di prenotazione delle visite sono specificate sul sito della Lilt etnea www.legatumoricatania.it. Con uno sforzo eccezionale, l’associazione ha previsto un numero massimo di 250 visite, raggiunte le quali non sarà più possibile prenotarsi; per motivi organizzativi il termine ultimo di prenotazione è fissato in sabato 5 ottobre.

CONTINUA SU GAZZETTINONLINE.IT

Categorie: Altri blog

Bologna, il vescovo Zuppi lancia il tortellino al pollo per i musulmani

Mer, 10/02/2019 - 10:00

Alla festa di San Petronio venerdì verrà offerta anche la versione “accogliente” senza maiale. La Lega: “Un’offesa, erano meglio i tortelloni”. Il programma delle celebrazioni per il patrono della città.

E’ una bestemmia culinaria: il sacro tortellino col ripieno di pollo anziché maiale. Un po’ come condirlo col ragù, abbinamento considerato sotto le due torri altrettanto blasfemo dagli ortodossi della cucina tradizionale.

In questo caso ad “offendere” il Dio dei fornelli è proprio l’arcivescovo romano di Bologna Matteo Maria Zuppi, che verrà creato cardinale sabato 5 in San Pietro da Papa Francesco: si chiama “tortellino dell’accoglienza” perché lo potranno gustare tutti, anche chi, per motivi religiosi, non mangia la carne di maiale.

Continua a leggere su REPUBBLICA.IT

Categorie: Altri blog

Indovina chi viene a pranzo

Mer, 10/02/2019 - 08:11

Il cortometraggio di CuoreBasilicataIndovina chi viene a pranzo” è un progetto realizzato in collaborazione con gli studenti dell’Istituto Agrario di Marsicovetere (Potenza) assieme a coetanei extracomunitari ospitati in un centro di accoglienza limitrofo.

Regia di Gianluca Rame
Sceneggiatura di Antonella Marinelli
Coordinamento generale di Bruno Patierno

Categorie: Altri blog

I farmaci da banco ci costano fino a sei volte di più che in altri Paesi europei. Perché?

Mer, 10/02/2019 - 07:00

Generici poco competitivi, mancata rimborsabilità, confezioni piccole. In Italia diversi medicinali da automedicazione e senza obbligo di prescrizione hanno prezzi maggiorati rispetto al resto d’Europa.

INDICE
In Italia paghiamo i farmaci da banco fino a 6 volte di più
Come è possibile che questo accada?
Paracetamolo e Ibuprofene a confronto
Aiutaci a far conoscere questa notizia e a raccogliere informazioni!
Lettera aperta al Ministro della Salute e agli esponenti di tutti i partiti

In Italia paghiamo i farmaci da banco fino a 6 volte di più

Il signor Bruno è in Francia in vacanza e, nonostante i ritmi rilassati e l’uso degli occhiali da sole, i suoi occhi si arrossano e prudono. Così entra in una farmacia per comprare le lacrime artificiali, fidate compagne nella vita di tutti i giorni: senza, i suoi occhi proprio non collaborano. Il farmacista gli dà un flacone al costo di 1,50 euro. La cosa lo meraviglia: in Italia costano molto di più, in farmacia da 7 euro in su. Allora mostra al farmacista una confezione vuota che ha con sé e gli chiede gentilmente di controllare se il prodotto che gli sta vendendo è effettivamente analogo. Il farmacista controlla la composizione e gli dice, non senza stupore dopo aver visto il prezzo italiano, che sono effettivamente lo stesso prodotto. Poi ipotizza, per giustificare l’evidente differenza di prezzo, che forse la confezione italiana contiene più liquido: e invece a uno sguardo più attento emerge il contrario: il flacone italiano, oltre a essere molto più costoso, è anche più piccolo. Bruno paga ed esce. Mette le lacrime artificiali e i suoi occhi subito ringraziano. E insieme a loro anche il portafogli, perché ha speso un quinto di quello che avrebbe pagato in Italia.

Il nostro amico Bruno per questa volta ha risparmiato, ma non appena tornerà in Italia dovrà acquistare le lacrime artificiali allo stesso prezzo di sempre, pari cioè ad almeno cinque volte il prezzo che pagherebbe in Francia.

In Italia i farmaci da banco costano di più che nel resto d’Europa. E la differenza di prezzo che i cittadini pagano è, soprattutto in alcuni casi, sostanziale: fino a sei volte di più, secondo un’indagine condotta dall’associazione per la tutela e difesa dei consumatori Altroconsumo.

Come è possibile che questo accada?

Perché paghiamo così tanto di più? A cosa è dovuto questa maggiorazione dei prezzi, in alcuni casi esorbitante, considerando ad esempio che un fattore come l’Iva per questi prodotti in Italia è pari al 10%, mentre nel Regno Unito e in Germania, dove i farmaci da banco costano in media molto meno che da noi, è molto più alta (20% e 19% rispettivamente)?

In attesa che qualcuno ci spieghi come mai tutto ciò accade, possiamo fare delle ipotesi.

La prima riguarda la mancata rimborsabilità (salvo rare eccezioni) dei farmaci venduti senza ricetta, mentre la definizione di un rimborso come avviene per i farmaci in fascia A potrebbe fungere da stimolo allo Stato a far abbassare i prezzi, visto che almeno in parte dovrebbe pagarli al posto dei cittadini (che è quello che accade in Francia e Germania, dove i farmaci da banco possono essere in parte rimborsati nel caso in cui vengano prescritti dal medico).

La seconda riguarda il fatto che nel nostro Paese i generici (come ibuprofene e paracetamolo) sono pochi e poco competitivi, e la forza di alcuni marchi (come Moment e Tachipirina) che trainano le vendite permette di mantenere il prezzo alto anche dei farmaci con brevetto ormai scaduto, che finiscono per costare poco meno del medicinale di marca. C’è poi da dire che il sovrapprezzo dipende in parte, almeno per quanto riguarda i farmaci in compresse, anche dalla minore grandezza delle confezioni rispetto agli altri Paesi europei, il che contribuisce a far lievitare il costo finale.

Non si può poi non considerare che a incidere sul prezzo finale dei farmaci da banco sia anche il costo delle ditte distributrici che portano i medicinali dalle aziende produttrici ai punti vendita, dal momento che viene distribuito in questa modalità il 57% dei farmaci senza obbligo di ricetta.

Paracetamolo e ibuprofene a confronto

Dall’indagine – in cui sono stati confrontati i prezzi applicati in Italia, Portogallo, Spagna, Belgio, Francia, Olanda, Germania e Regno Unito a 15 medicinali senza obbligo di prescrizione – risulta una variabilità notevole dei costi. Per la stessa molecola l’Italia non è quasi mai il paese meno caro, anzi spesso è proprio il più costoso. Ad esempio il paracetamolo generico da noi costa il quintuplo che in Belgio, Olanda, Spagna e Regno Unito: 16 centesimi contro 3 per una compressa da 500 mg. Mentre per l’ibuprofene arriviamo a sborsare sei volte il prezzo che si paga in Olanda: 29 centesimi contro 5 per una compressa da 200mg. Quanto all’Imodium, in Italia una capsula da 2mg costa in media 83 centesimi contro i 23 della Francia, quindi più del triplo.

Considerando che nel 2017 in Italia sono stati spesi per farmaci senza obbligo di prescrizione quasi due miliardi e mezzo di euro per un totale di 278 milioni di confezioni, quanto si potrebbe risparmiare se i prezzi fossero allineati a quelli dei Paesi europei in cui i costi sono più bassi?

Aiutaci a far conoscere questa notizia e a raccogliere altre informazioni!

Inviaci i tuoi commenti, diffondi la notizia, aiutaci a raccogliere altre informazioni.
Se ti trovi (o sei stato) all’estero aiutaci a raccogliere altre informazioni sui prezzi dei medicinali senza obbligo di prescrizione medica!

Presta attenzione in particolare al costo del paracetamolo generico, dell’antipiretico leader di mercato a base di paracetamolo (che in Italia è la Tachipirina, ma che nei vari Paesi è conosciuta con nomi differenti), dell’ibuprofene generico e dell’Imodium (loperamide cloridrato, conosciuto all’estero spesso con lo stesso nome). Mandaci foto e/o testimonianze all’indirizzo redazione@peopleforplanet.it.

Ogni segnalazione è preziosa!
La redazione di People for planet invierà una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza e agli esponenti di tutti i partiti chiedendo che intervenga adottando le misure necessarie per mettere fine a questa situazione.

Lettera aperta al Ministro della Salute e agli esponenti di tutti i partiti

Egregio Ministro, egregi esponenti politici,
come evidenziato dal nostro articolo: “I farmaci da banco ci costano fino a sei volte di più che in altri Paesi europei. Perché?”, pubblicato oggi 2 ottobre, in Italia si evidenzia una situazione anomala a grave danno dei cittadini italiani.

Tra l’altro il minor costo si registra in Paesi come Germania e Regno Unito dove il reddito pro-capite non è certo inferiore a quello italiano e l’Iva sui farmaci da banco è superiore!

I cittadini italiani spendono ogni anno circa 2 miliardi e mezzo per l’acquisto di farmaci senza obbligo di prescrizione: quanto potrebbero risparmiare se i prezzi fossero allineati a quelli dei Paesi europei in cui i costi sono più bassi?

Per questo chiediamo a Lei, On. Roberto Speranza, da poco investito della funzione di Ministro della Salute, di farci conoscere se e quali provvedimenti il Ministero della Salute intenda adottare e con quali tempi per ovviare a questa situazione. Saremo lieti di dare diffusione alla Sua risposta.

E chiediamo agli esponenti politici di tutti i partiti di sostenere la campagna per la riduzione del costo dei farmaci da banco che avviamo oggi.

Grazie
La redazione di People For Planet

Leggi anche:
Sanità: alcune Regioni italiane risparmiano il 67% sull’acquisto dei farmaci, altre no, perché?!? Intervista al Ministro Giulia Grillo

Povertà sanitaria: quattro milioni di italiani non hanno i soldi per curarsi

Farmaci sfusi per ridurre gli sprechi

Categorie: Altri blog

Harrison Ford dona 18 milioni $ per l’Amazzonia

Mar, 10/01/2019 - 16:00

Ci sono tanti attori a Hollywood che sostengono la causa ambientale. Ricordiamo Leonardo di Caprio che oltre ad aver fatto donazioni ha prodotto documentari molto significativi sull’argomento.

Alla lista si è appena aggiunto Harrison Ford, convinto sostenitore delle lotte ambientaliste. In passato, l’interprete di Indiana Jones aveva già realizzato un documentario sui cambiamenti climatici e l’inquinamento, intitolato: Years of Living Dangerously e si era occupato del disboscamento dell’Indonesia per far posto alle coltivazioni del famigerato olio di palma.

L’attore americano ha adesso deciso di donare 18 milioni di euro per l’Amazzonia e fa parte di un gruppo di grandi donatori che si è mobilitato per il Vertice ONU per il clima, tenutosi pochi giorni fa a New York.

Continua a leggere su R101.IT

Fonte immagine MASHABLE

Categorie: Altri blog

Enrico Letta: «Dare diritto di voto ai sedicenni»

Mar, 10/01/2019 - 15:20

Enrico Letta ha riproposto, vedi caso proprio a ridosso delle manifestazioni delle migliaia di ragazze e ragazzi scesi in piazza per il Friday For Future, l’abbassamento dell’età per il diritto di voto a 16 anni.

L’ex premier ha così giustificato la proposta

«Si tratta di un modo per dire a quei giovani che abbiamo fotografato nelle piazze, lodando i loro slogan e il loro entusiasmo: vi prendiamo sul serio e riconosciamo che esiste un problema di sottorappresentazione delle vostre idee, dei vostri interessi. Il momento opportuno è adesso, perché con questa maggioranza si può fare».

A ben vedere i sedicenni di oggi sono coloro che godranno di più del futuro e il concetto che possano contribuire a deciderne le sorti, nel bene e nel male, è in fondo pacifico. Che l’Italia sia un Paese di vecchi e per vecchi, è altrettanto pacifico. Sembra ieri che Silvio Berlusconi prometteva dentiere gratis in campagna elettorale.

Si vota per decidere il futuro, non il passato

Perché mai dovrebbe votare chi statisticamente un futuro non ce l’ha e non chi, invece, lo ha irrimediabilmente compromesso? Dunque, almeno in linea teorica, per dirla con Adriano Sofri, «l’obiettivo è in genere del tutto condivisibile, tanto più in una società come la nostra che tende a protrarre sine die l’età minore e a infantilizzare sine die la maggior età». 

Non si tocchi il suffragio universale

Sono in molti, non solo giovani, a pensare che  superata l’età media si debba raccogliere i frutti di ciò che si è seminato anziché esercitare potere sulla vita di chi verrà. Senza contare la polemica contro il suffragio universale che periodicamente fa levare anche fior di intellettuali e giornalisti al grido di “introdurre l’esame per acquisire il diritto di voto”. Tutta gente che ha scordato che se oggi donne e uomini maggiorenni possono votare è anche grazie ad analfabeti che avevano a cuore la libertà di tutti e hanno dato la vita perché chiunque potesse goderne. 

Quel che stupisce della vicenda non è tanto che Enrico Letta proponga di estendere il diritto di voto ai sedicenni, ma che il Movimento 5 Stelle, lo stesso che ha governato con la Lega affossando il debito pubblico, accolga la proposta favorevolmente. E sì che i numeri, quelli urgenti, cui dedicarsi non sono anagrafici: 29 miliardi di nuove spese, 15 miliardi di nuovo debito, 23 miliardi solo per evitare l’aumento dell’Iva per via delle Quote 100 altrui. 

Leggi anche: A chi piace l’idea di far votare i 16enni

L’opposizione non si oppone

Dall’opposizione, a danni compiuti, Matteo Salvini, oltre a dirsi favorevole alla proposta di Letta, pare abbia scoperto la bellezza delle manifestazioni, le stesse che con il Decreto sicurezza ha tentato di rendere quanto più inagibili: 

«Viavai di ragazzi che scendono in piazza, la Lega vorrebbe dargli anche il diritto di voto a 16 anni. Speriamo che qualche ministro non li prenda in giro. Ripresenteremo come Lega la proposta di legge per abbassare a 16 anni il diritto di voto, perché ormai i ragazzi e le ragazze oggi sono informati, svegli, partecipi». Viva le epifanie tardive. 

Lo stesso Enrico Letta, da parte sua, evidentemente dimentica che se la situazione è disastrosa è anche a causa sua. Già, perché le manovre per scongiurare a l’aumento dell’Iva previsto dalle clausole che i governi passati hanno messo a salvaguardia risalgono ai governi Letta, Renzi, Gentiloni e Conte Uno. Tutte manovre rivelatesi sempre troppo ottimistiche rispetto alle previsioni. Tutte manovre che incideranno sul futuro dei sedicenni che oggi si tenta di comprare con forme di assistenzialismo spiccio e proposte di estensione di voto. 

Categorie: Altri blog

A chi piace l’idea di far votare i 16enni

Mar, 10/01/2019 - 11:26

Perché si torna a parlare di far votare i 16enni. La grande mobilitazione studentesca per il clima ha infatti riportato in auge un dibattito sulla consapevolezza politica e non solo dei giovani, in Italia ma anche nel resto del mondo. Era già successo l’anno scorso, dopo la strage del liceo Parkland in Florida, quando migliaia di studenti scesero in piazza contro le armi. Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70, in molti Paesi l’età minima per votare venne abbassata da 21 a 18 anni, sulla spinta di un’opinione pubblica fortemente influenzata dal movimento giovanile e dai cambiamenti nella società intercorsi in quegli anni. 

A chi piace l’idea di far votare i 16enni – Per Letta in Italia ormai i tempi sono maturi e “con questa maggioranza si può fare”. Il voto a 16 anni è una proposta che ricorre spesso nei discorsi e nei programmi del Movimento 5 Stelle, tra post sul blog di Beppe Grillo, una proposta di legge a firma di Danilo Toninelli presentata un paio d’anni fa, e successivi ritorni. Continua a leggere (Fonte: TODAY.IT di Chiara Cecchini)

Dalla stampa nazionale:

Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle e ministro degli Affari Esteri del neo governo giallorosso, con un post su Facebook ha parlato del voto ai minori di età: “Il voto ai sedicenni è una proposta che portiamo avanti da sempre e che sosteniamo con forza”. Ascoltare i giovani, rispettarli e metterli al centro della politica. Questa l’idea del grillino, già avanzata nel 2017 da Beppe Grillo attraverso un post sul suo blog dove spiegava che il M5S si sarebbe battuto per dare il diritto di voto ai sedicenni. Quindi un ritorno alla carica. “Se a 16 anni un giovane può lavorare e pagare le tasse, dovrebbe almeno avere il diritto anche di votare e scegliere chi decide della sua vita” scrive Di Maio che aggiunge: “Discutiamone subito in Parlamento, perché queste sono le riforme costituzionali che cambiano le prospettive di un Paese e che ci spronano a fare sempre meglio”.  Continua a leggere (Fonte: RAINEWS.IT)

Fonte: RAINEWS.IT

Dove si vota a 16 anni.  I paesi del mondo che permettono ai sedicenni di votare sono in tutto otto, cui si aggiungono alcune dipendenze della corona britannica e diversi organi legislativi locali.

Il primo stato a introdurre tale possibilità fu Cuba nel 1976, con l’attuale costituzione approvata dall’Assemblea nazionale del potere popolare. Nel sistema elettorale cubano, non solo tutti i cittadini sono iscritti in maniera automatica nel registro elettorale al compimento dei 16 anni di età, ma in quello stesso momento sarà per loro possibile detenere diritti elettorali passivi, ovvero candidarsi alle cariche elettive. Sorte analoga spettò al Nicaragua dopo la rivoluzione sandinista, che nel 1984 stabilì costituzionalmente l’età minima di voto a 16 anni per uomini e donne.

Nel 1988 fu il turno del Brasile, che con la costituzione approvata durante la presidenza Sarney contemplò la possibilità di un voto facoltativo per i giovani tra i 16 e i 17 anni, che diventa obbligatorio dai 18 anni fino ai 70. Il sistema di voto brasiliano sarà in seguito preso a modello dall’Ecuador nel 2008 e dall’Argentina nel 2012: in entrambi i casi il voto è concesso al compimento del sedicesimo anno, ma non obbligatorio fino ai 18 (in Argentina l’astensione è tuttora punita con una multa). Continua a leggere (Fonte: WIRED.IT di Simone Fontana)

Voto a 16 anni, per Monti è una presa in giro. «Per una volta sono di parere opposto rispetto a Enrico Letta – ha spiegato il senatore a vita – Perché il nostro è un Paese che gestisce le sue politiche contro i giovani. Non sono convinto che dando il voto ai sedicenni questo cambierebbe. In particolare credo che dovremmo chiaramente mettere al centro di ogni importante proposta di politica economica e sociale una valutazione di impatto sui giovani».

Nel mirino del professor Monti come esempio di provvedimento contro i giovani, la svolta pensionistica di Quota 100, abolendo cui, per Monti, si potrebbero trovare risorse non soltanto per ridurre il cuneo fiscale, ma anche per acquisire fondi necessari per fa ripartire gli investimenti.

«Pensate se, obbligatoriamente, – ha continuato l’ex premier – così come c’è il parere dell’ufficio parlamentare di bilancio, se ci fosse anche obbligatoriamente una valutazione d’impatto che ogni una misura importante ha suoi giovani e sulle generazioni future. Questo tutelerebbe i giovani molto di più che metterli nel voto».

Il voto ai sedicenni? «Mi sembra leggermente demagogico cavarsela dicendo bisogno mettere di più i giovani al centro delle politiche, fare delle politiche per loro e non contro di loro, e si rivolve il problema dicendo: “Facciamoli votare”. Io do molta più importanza alla prima parte della frase. Continua a leggere (Fonte: OPEN.ONLINE)

Categorie: Altri blog

Le bustine di tè rilasciano miliardi di particelle di microplastica

Mar, 10/01/2019 - 10:34

Scienziati canadesi hanno trovato 11,6 miliardi di microparticelle e oltre 3 miliardi di nanoparticelle di nylon e polietilene tereftalato nelle bustine di tè. Gli scienziati hanno concluso che, insieme a una tazza di quel tè, possono penetrare nel corpo fino a 16 microgrammi di particelle polimeriche. Lo studio è stato pubblicato su Environmental Science and Technology.

Sebbene molti stiano cercando di sbarazzarsi dell’uso dei polimeri nella produzione, alcune compagnie di tè, d’altra parte, si stanno spostando dai soliti sacchetti di carta a quelli di plastica. Allo stesso tempo, a temperature superiori a 40 gradi, anche i materiali polimerici adatti per l’imballaggio alimentare possono decomporsi o rilasciare sostanze tossiche.

Continua a leggere su BEPPEGRILLO.IT

Categorie: Altri blog

Una passeggiata in compagnia per mantenere giovane il cervello

Mar, 10/01/2019 - 09:47

L’associazione di neuropsicologi no profit, durante la dodicesima edizione della Settimana di Prevenzione dell’invecchiamento Mentale (23-29 settembre), ha dato vita all’iniziativa: Ginnastica-Mente-Insieme.

Un evento gratuito organizzato in più di 200 città italiane. Ha previsto una camminata di un’ora e mezza in compagnia di uno specialista che avrà il compito di insegnare ai partecipanti come mantenere in forma il cervello attraverso la ginnastica e la socializzazione. Questo perché l’esercizio fisico unito alla socialità aiuta il cervello a mantenersi in salute rallentando il declino cognitivo e l’insorgere di patologie come la demenza senile.

Più movimento, meno vita sedentaria

La vita sedentaria e la solitudine rappresentano due fattori di rischio sia per l’organismo, che se poco stimolato rischia di contrarre patologie come diabete e malattie cardiache, sia per la mente, che può essere colpita da declino cognitivo e demenza. Unire il movimento alla socialità attraverso lunghe camminate rappresenta, quindi, un toccasana per tutti coloro che hanno superato i 70 anni e che vogliono mantenersi in forma in maniera naturale e divertente.

CONTINUA SU ALTRAETA.IT

Categorie: Altri blog

Come scegliere la propria banca

Mar, 10/01/2019 - 00:01

E’ possibile controllare online la solidità di una banca? Vincenzo Imperatore, Consulente di Direzione, ci spiega come scegliere al meglio la banca a cui affidare i nostri risparmi. Prima puntata!

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_349"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/349/output/thumb2.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/349/output/pillola-banche-1.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/349/pillola-banche-1.mp4' } ] } })

Vincenzo Imperatore è il redattore della rubrica settimanale di People For Planet Bancomatto.

PROSSIMA PUNTATA MARTEDI’ 8 OTTOBRE 2019!

Categorie: Altri blog

Poca frutta secca ogni giorno previene l’aumento di peso

Lun, 09/30/2019 - 15:00

Sostituire mezza porzione di cibo spazzatura (patatine fritte o in busta, carni molto lavorate come i wurstel etc) con 14 grammi al giorno di frutta secca aiuta a non ingrassare negli anni e riduce il rischio di obesità. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista BMJ Nutrition, Prevention & Health, che ha coinvolto 3 gruppi di individui: 51.529 maschi di 40-75 anni; 121.700 donne di 35-55 anni; 116.686 donne di 24-44 anni. Gli adulti, in media, tendono ad ingrassare di mezzo chilo all’anno.

Semplici strategie comportamentali volte aiutano a prevenire il graduale aumento di peso possono rappresentare un’arma importante in favore della nostra salute e nella prevenzione, ad esempio, delle malattie cardiovascolari. 

Continua a leggere su ANSA.IT

Categorie: Altri blog

Il tuo “modello di investimento” è corretto?

Lun, 09/30/2019 - 15:00

Il modello di investimento degli italiani che sono traditi dalla malafinanza si basa su un postulato errato. Ogni volta che mi trovo di fronte un risparmiatore truffato dal sistema bancario gli pongo sempre la solita domanda: perché hai investito in quel prodotto?

Molti rispondono a questa domanda istintivamente: per guadagnare più soldi ed essere più ricchi! Sbagliato, risposta troppo superficiale.
Ecco dove traggono energia gli squali della malafinanza e come proteggersi.

Un vero investitore (non un risparmiatore) pianifica i propri investimenti fissando specifici obiettivi di vita.
Acquistare la casa, l’università per i figli, una pensione dignitosa… sono i classici e ricorrenti obiettivi della maggior parte di tutti noi.
Perché avere bene in mente che cosa volete dalla vita e pianificare i «grandi obiettivi» della vostra esistenza vi aiuterà a fare scelte consapevoli e a prendere decisioni importanti anche in ambito finanziario.

Avere un approccio generico, come chi dice di voler solo guadagnare di più o essere più ricco, crea confusione, impedisce di rimanere concentrati sui propri traguardi e spinge a cambiare, a rivedere spesso le proprie scelte, cadendo in preda all’emotività di cui si nutrono i bankster e commettendo molti errori.

Essere consapevoli dei propri obiettivi di vita aiuta anche a selezionare i mercati sui quali investire e gli strumenti finanziari da utilizzare, favorendo in tal modo una corretta pianificazione finanziaria. In sintesi, chi investe per obiettivi pianifica la propria ricchezza in maniera intenzionale e responsabile; chi invece investe senza obiettivi accetta di fatto passivamente quello che di volta in volta il mercato e gli «squali» gli offrono.

Una volta stabiliti gli obiettivi di vita, potete liberare le vostre risorse per selezionare al meglio gli strumenti di investimento che vi aiuteranno a raggiungerli.

In questo percorso ricordatevi delle vostre nonne.

Le nonne hanno sempre mostrato una marcia in più nella gestione delle finanze, e per riuscire ad arrivare alla fine del mese crearono un sistema molto intelligente che prevedeva l’uso di alcuni barattoli da conserva.

In pratica, si munivano di tanti barattoli quante erano le spese mensili che dovevano affrontare, per poi etichettarli con le rispettive voci (affitto, acqua, luce, vestiario, cibo) e mettervi dentro la somma prevista per quella spesa, quindi anche loro facevano un budget famigliare!

La logica dei barattoli non è passata inosservata nemmeno a economisti e studiosi, che la considerano un metodo efficace per una corretta gestione del denaro. Richard Thaler, premio Nobel per l’economia nel 2017, fu il primo a occuparsi di queste abitudini finanziarie elaborando la cosiddetta «teoria dei conti mentali», che dimostra come il nostro cervello si trovi a suo agio quando, nella gestione dei soldi, usa differenti sezioni dell’encefalo (i barattoli della nonna, appunto), assegnando a ogni obiettivo di vita uno strumento finanziario preciso.

Ecco allora che la pianificazione finanziaria di un investitore di successo deve partire da qui, cioè dall’assegnare a ogni obiettivo di vita un conto mentale, un barattolo separato dagli altri. Questa abitudine ci aiuta ad assegnare a ogni obiettivo un importo e a non distoglierlo (disinvestire) nei momenti di difficoltà, a mantenere la barra dritta anche nelle fasi di discesa dei mercati, concentrando l’attenzione non più sullo strumento finanziario in sé, ma sull’obiettivo di vita da perseguire.

Al contrario, la maggior parte delle persone è solita investire i propri risparmi in maniera indistinta, senza definire obiettivi, tempi e caratteristiche del prodotto da utilizzare. Questo le rende emotivamente deboli nei momenti di crollo dei mercati, poiché vanno in stato confusionale, vengono sopraffatti dalla paura e dallo sconforto e allora provano a rimediare entrando e uscendo dai mercati finanziari, generando per lo più perdite.

Si tratta di un comportamento emotivo e irrazionale che s’innesca quando non si fanno i conti mentali e non si definiscono in maniera chiara obiettivi, strumenti, rischi e tempi d’investimento.

È necessario uscire da questa logica e riappropriarci della semplice ma efficace abitudine finanziaria delle nostre nonne: a ogni obiettivo di vita uno strumento, a ogni strumento un rischio, e a ogni rischio un tempo d’investimento.

A partire da domani, 1 ottobre, questi e tanti altri consigli saranno disponibili su People For Planet in una nuova serie di Video tutorial che guidano al corretto rapporto con le banche: stay tuned!

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Categorie: Altri blog

Luca Parmitano primo italiano al comando dell’ISS

Lun, 09/30/2019 - 09:18

L’astronauta siciliano riceverà ufficialmente il testimone dal russo Alexei Ovchinin il prossimo 2 ottobre 2019 e resterà alla guida per quattro mesi di grande fermento.

PER LUCA PARMITANO COMPITO DI GRANDE RESPONSABILITÀ
Sarà un periodo cruciale, come si legge su Open, sulla Stazione spaziale internazionale: quello di Luca Parmitano è un ruolo senza dubbio strategico e fondamentale per il successo delle missioni programmare dall’Agenzia spaziale europea. 

LE PAROLE DI DE WINNE SU PARMITANO
Luca Parmitano sarà il terzo nome in Europa a guidare la Stazione spaziale: prima di lui il belga Frank De Winne nel 2009 e il tedesco Alexander Gerst nel 2018. Proprio De Winne ha rilasciato alcune dichiarazioni a tal proposito: “Sono certo che Parmitano svolgerà un lavoro eccellente. Il comandante dell’equipaggio dell’Iss ha la responsabilità del morale e del benessere dell’equipaggio”.

LE DICHIARAZIONI DI LUCA PARMITANO
Queste, invece, le parole di Luca Parmitano tramite Twitter: “Sono onorato che il programma della Stazione spaziale internazionale abbia scelto me per questo ruolo, e allo stesso tempo sono toccato da questo incarico. Essere il comandante delle persone più preparate e competenti sulla Terra e fuori può essere scoraggiante. Il mio obiettivo sarà quello di mettere ciascuno nella condizione di lavorare al meglio delle proprie possibilità”. Alle 15:20 ora italiana di mercoledì 2 ottobre 2019 sarà possibile seguire tramite NASA TV la cerimonia per il cambio del comando.

CONTINUA SU ILCENTROMETEO.IT

Categorie: Altri blog

Soldi Gratis, il nuovo libro di Vincenzo Imperatore

Lun, 09/30/2019 - 09:14

Il manuale di autodifesa finanziaria che vi aiuterà a salvare i vostri soldi e il vostro futuro.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_350"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/350/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/350/output/soldi-gratis-vincenzo-imperatore.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/350/soldi-gratis-vincenzo-imperatore.mp4' } ] } })

Categorie: Altri blog

Quattordici dure verità sul cambiamento climatico

Lun, 09/30/2019 - 07:00

Le principali istituzioni che studiano gli effetti del climate change hanno unito le forze e lavorato insieme per redigere e pubblicare il report “United in Science”. Si tratta di un rapporto che, nero su bianco, evidenza il profondo e crescente gap che sussiste tra le promesse nazionali fatte in occasione dell’Accordo di Parigi e le azioni che sono seguite. (…)

Quattordici dure verità sul cambiamento climatico:
  1. Quello del 2015 – 2019 è stato il quinquennio più caldo mai osservato: si stima che, attualmente, la temperatura superi di 1,1 gradi C quella dell’epoca pre-industriale (1850–1900);
  2. Continua lo scigliomento del ghiaccio marino e della calotta glaciale artica: dal 1979 al 2018, ogni dieci anni l’estensione della banchisa artica in estate si riduce del 12%. Nel periodo 2015 -2019 essa ha registrato le quattro minori estensioni invernali di sempre. Invece, la quantità di ghiaccio sciolto è sestuplicata tra il 1979 e il 2017. In particolare, la perdita dei ghiacciai nel 2015–2019 è stata la più elevata mai registrata;
  3. Il livello del mare continua a salire e l’acqua marina diventa più acida: rispetto al periodo 1997-2006 (che ha registrato un innalzamento marino di 3,04 mm/annui), il decennio 2007-2016 ha registrato un aumento di 4 mm/annui. Inoltre, l’acidità oceanica, rispetto all’inizio dell’età industriale è globalmente aumentata del 26%.
  4. Aumentano le concentrazioni di metano e protossido di azoto nell’atmosfera: i livelli di due tra i principali gas climalteranti quali metano (CH4) e protossido di azoto (N2O), hanno raggiunto nuovi picchi. Nel 2017, le concentrazioni atmosferiche medie globali sono state di 1,859 ppb (parti per miliardo) per CH4  e 329,9 ppb per N2O. Questi valori rappresentano un aumento del 257% e del 122% rispetto ai livelli preindustriali (cioè prima del 1750).
  5. Le emissioni di CO2 continuano ad aumentare. A novembre, l’Unep (United Nations Environment Programme) pubblicherà la decima edizione dell’ UNEP Emissions Gap Report, nel quale vengono riportati gli ultimi studi scientifici sulle emissioni di gas serra (attuali e previste) e confrontati i livelli di emissione per poi poter offrire una  traiettoria da seguire almeno compatibile con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. I risultati preliminari del rapporto del 2019 indicano che se gli NDC venissero attuati, entro il 2100 l’aumento della temperatura media globale sarebbe da 2,9° a 3,4° in più rispetto ai livelli preindustriali. Se gli NDC non saranno più ambiziosi o non saranno supportati da misure concrete, non sarà quindi possibile contenere il riscaldamento a 1,5

Continua a leggere su AGI.IT

Categorie: Altri blog

Adriana Ivanchic, chi è l’aristrocratica che fece perdere la testa a Hemingway

Dom, 09/29/2019 - 15:00

Marginalizzata dai biografi dello scrittore statunitense, Ivanchic ha raccontato la sua versione dei fatti in un libro luminoso e casto, “La torre bianca”, pubblicato da Mondadori nel 1980

Furono tutti piuttosto ingenerosi con lei. Nella Cronologia al ‘Meridiano’ Mondadori che raduna Tutti i racconti di Hemingway, la Pivano è sbrigativa. Ammette che nel 1948, in Italia, accade l’incontro: EH va a caccia di pernici, è dicembre, nella tenuta friulana del conte Federico Kechler. “Lì incontra Adriana Ivancich, diciannovenne, aristocratica e cattolica; si invaghisce di lei”. 

Ora: Hemingway nel ’48 ha 49 anni, è alla quarta moglie – Mary Welsh – sposata due anni prima, “s’invaghisce” di una ragazza italiana di 19 anni, veneziana, discendente di una famiglia di armatori, e nessuno s’infervora? Fatto è che la Pivano cita qua e là la Ivancich – censendo anche un viaggio all’Avana da EH – come una figura a margine, una figurante di carta. Sottilmente crudele l’Album Hemingway pubblicato da Mondadori nel 1988 sotto la tutela di Masolino d’Amico. Ovviamente, si marca l’amore – platonico, per lo più – tra lo scrittore in anni e la nobile giovine – “Che Papa amasse a modo suo la giovinetta fu lui stesso a dichiararlo a più riprese a vari corrispondenti oltre Adriana, cui indirizzò lettere appassionate”. Non ci si trattiene dallo sgarbo, tuttavia: “Di Adriana apprezzò anche, o si autoconvinse che apprezzava, il talento, fino al punto da imporre a Scribners di usare per le copertine di Di là dal fiume e fra gli alberi Il vecchio e il mare certi suoi goffi disegni, che gli editori fecero correggere a dei professionisti”. 

Adriana, con spavalda bellezza, ricorda il primo incontro con Hemingway così: “Questo è dunque Hemingway, di cui tutta Venezia parla. Un vecchio: fronte tagliata da due rughe profonde, baffi dritti sopra le labbra. Le labbra hanno una piega a un lato, scanzonata, gli occhi sono vivi e penetranti: forse non è proprio vecchio. E anche se è importante, ha l’aria simpatica”. Come si sa, Hemingway ottiene il Nobel per la letteratura nel 1954, “per la maestria nell’arte narrativa, dimostrata recentemente in Il vecchio e il mare…”.

Continua a leggere su LINKIESTA.IT

Categorie: Altri blog

Alta cucina naturale: una Joia!

Dom, 09/29/2019 - 10:00

A Milano è uno dei miei ristoranti preferiti: il Joia di Via Panfilo Castaldi, 18.
Cibo vegetariano di alta scuola, materie prime scelte con cura e lavorate in modo magistrale dallo chef Pietro Leemann, che in questo video ci racconta un po’ la sua filosofia per un’alimentazione sana e gustosa.

flowplayer.conf.analytics = "UA-11693000-17"; flowplayer.conf.container = "#player_334"; p = flowplayer(flowplayer.conf.container, { splash: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/334/output/thumb.jpg', aspectRatio: "16:9", key: '$995340359991288', clip: { sources: [ { type: 'application/x-mpegurl', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/334/output/Joia-alta-cucina-vegetariana.mp4_master.m3u8' }, { type: 'video/mp4', src: 'https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/334/Joia-alta-cucina-vegetariana.mp4' } ] } })

Categorie: Altri blog

Gli strani casi dell’animo umano: “Quelli che… sempre uno più di te”

Dom, 09/29/2019 - 10:00

È dura da accettare: il pianeta esisteva anche prima del nostro passaggio (e sarebbe bello che sopravvivesse anche dopo di noi, bontà nostra nonché nota del redattore).

L’effetto farfalla ci inchioda alle nostre responsabilità, certo; ma ciò non significa che qualsiasi accadimento altrui debba essere riportato a noi stessi.

Eppure, c’è gente che non riesce a non mettersi in competizione e, sia nel bene che nel male, non resiste alla tentazione di quel maledetto “Tu? E io allora?!?” Sempre uno più di te.

Tra amiche: “Che bella gonna, che hai”

“Grazie! Pensa che l’ho presa on line, su un sito fichissimo”
“Io pure ne ho trovato uno dove la roba non costa nulla!”
“Io questa gonna 15 euro”
“Sul mio, se ne prendi due uguali, la seconda la paghi la metà”
“Il mio la seconda te la regala”
“Il mio ha il reso entro 15 gg, se ti fa difetto, tipo lì sul fianco, dove ti fa le pieghe”
#EMenoMaleCheEraBella #MaCheCeFaiConDueUguali #ConAmicheCosìLeNemicheNonServono

Dal medico: “Chi è l’ultimo?” “La signora con l’enfisema”

“Eh, beata lei!”
“Ma veramente non respiro!”
“Eh, ma arrivarci, così, all’età sua!”
“Ma così come, giro con l’ossigeno!”
“Ma sa che noi, con tutto questo smog, abbiamo una serie di disturbi già da giovani?”
“Ma, perché, lei cos’ha?”
“No, niente, sono qui per il certificato per la palestra”
#AltroCheMutua #CeUnAnalistaInSala

Spogliatoio della palestra: “Stasera esco con una”

“Mi piace davvero una cifra”
“Ma è bona?”
“Sì, ma poi è proprio bella. Assomiglia un po’ alla Zeta Jones”
“Io pure sto uscendo con una incredibile”
“Lei è alta quasi uno e novanta”
“La mia ha una quarta”
“La mia faceva la spogliarellista”
“Anche la mia, ma ha smesso per me”
#MaQuanteSpogliarellisteCiSonoInItalia #ViMeritateCheSiaLaStessa #CieloMioMarito

Al telefono: “Oggi ho avuto una giornata tremenda”

“Mamma mia, pure io: un traffico!”
“Io ci ho messo 3 ore per fare 200 metri”
“Io ho beccato 4 manifestazioni”
“Io un incendio, un posto di blocco e un’esercitazione della Nasa”
“Io la pioggia di rane, la maionese nel tramezzino del pranzo e l’angelo sterminatore dei primogeniti”
“Io, arrivato a casa, ho trovato mia suocera”
#666

Nessuno sfugge ai luoghi comuni. Neanche io. Anzi, soprattutto io. La battuta sulla suocera l’ha fatta anche qualcun altro? Ma io l’ho fatta per prima. Anzi, no, per ultima. Io di più. Meglio. Insomma, sempre una più di te.

Categorie: Altri blog

A Roma la prima “farmacia di strada”

Dom, 09/29/2019 - 07:00

È stata aperta a Roma la prima ‘farmacia solidale di strada’ italiana pensata per gli indigenti e per le persone più bisognose. Chiara Cedola, medico dell’Istituto di Medicina Solidale e responsabile della struttura, spiega: “Noi medici non avevamo farmaci a sufficienza per evadere la richiesta.

Adesso con la collaborazione tra Assogenerici, Federazione ordine farmacisti italiani, fondazione Banco farmaceutico e Medicina solidale, possiamo garantire la copertura farmacologica a tutti i pazienti che arrivano nei nostri ambulatori”.  La farmacia si trova a Roma in via della Lungara, nella sede del centro di accoglienza dell’associazione VO.RE.CO. Onlus, dove già esisteva un ambulatorio gestito da Medicina Solidale.

Continua a leggere su REPUBBLICA.IT

Categorie: Altri blog

Eutanasia, ogni anno 1.000 malati terminali si suicidano per mancanza di alternative

Sab, 09/28/2019 - 15:00

All’indomani della decisione della Corte costituzionale sul suicidio assistito, Carlo Troilo parla dei suicidi di malati terminali partendo dalla storia del fratello

Suicidi malati terminali Associazione Luca Coscioni. “Mio fratello Michele si suicidò nel marzo 2004 perché era malato terminale di leucemia”. Carlo Troilo, storico militante dell’Associazione Luca Coscioni, è intervenuto durante la conferenza stampa all’indomani della storica sentenza della Corte costituzionale, che ha riconosciuto non sempre punibile l’aiuto al suicidio a partire dalla vicenda umana, personale e giudiziaria di Fabiano Antoniani, alias dj Fabo.

La sentenza è stato un punto importante, ma non certo la fine della battaglia con cui l’Associazione Luca Coscioni punta a legalizzare l’eutanasia. Come ricorda Troilo, infatti, sono tanti i suicidi di malati terminali che scelgono di togliersi la vita in mancanza della possibilità avere accesso alle cure necessarie per morire degnamente, come suo fratello.

“Tentammo invano di trovare un medico che lo aiutasse a morire, siccome non ci riuscimmo lui si buttò dal quarto piano della sua casa”, racconta Troilo. “Da allora io mi sono impegnato con l’associazione Coscioni e ho cercato – da giornalista – i dati sui suicidi in Italia, che erano ignoti. Scoprii che l’Istat aveva dei dati, che teneva in un cassetto”.

Continua a leggere su TPI.IT

Categorie: Altri blog