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Aggiornato: 20 min 43 sec fa

Novità in libreria: tutte le opere di Dario Fo e Franca Rame

10 ore 28 min fa

Dario Fo, unico Premio Nobel italiano per la letteratura in oltre 40 anni, insieme a Franca Rame, non ha lasciato solo il ricordo di innumerevoli eccezionali interpretazioni e del suo grande impegno civile e politico. Ha lasciato anche e soprattutto un'opera letteraria e teatrale che si segnala per l'enorme ricchezza inventiva e per la profonda originalità della forma.
La Casa Editrice Guanda, dopo aver pubblicato nel corso degli ultimi 12 anni numerosi lavori di Fo (tra cui l'inedito postumo il Barbarossa e la beffa di Alessandria, appena uscito), si appresta ora a pubblicare, secondo un piano sistematico, l'intera opera del nostro premio Nobel.
 

Come prime uscite due opere molto note e apprezzate: Mistero Buffo, il più rappresentato dei suoi testi teatrali, e la storia di Sant'Ambrogio sullo sfondo vivacissimo della Milano tardo Imperiale.

Nel corso del 2018 saranno pubblicati anche:
- a maggio “Morte Accidentale di un Anarchico”
- ad agosto “Ruzzante”
- a novembre “Arlecchino”.

MISTERO BUFFO: l'invenzione del grammelot.
Il più noto dei suoi spettacoli teatrali, quello che ha suscitato sempre l'apprezzamento del pubblico negli oltre 55000 allestimenti in Italia e all'estero. Un perfetto meccanismo scenico che ha la sua cifra distintiva nell'ironia, nel sarcasmo, nello sberleffo. Una satira politica che racconta la tacita, millenaria storia delle classi subalterne schiacciate dal potere , ma capaci comunque di sbeffeggiarlo.

SANT’AMBROGIO E L’INVENZIONE DI MILANO: il Santo simbolo di una città unica.
Il 7 dicembre Milano festeggia il suo patrono, Ambrogio vescovo, con la première musicale al Teatro alla Scala, la fiera degli O béj O béj, e persino un premio alle persone meritevoli, l'Ambrogino d'oro. Ma chi era Ambrogio prima di diventare santo? Ce lo racconta Fo in questo libro facendone un emblema del riscatto del popolo contro l'imperatore e contro la trivialità dei ricchi.

 

 

 

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Il 29 gennaio 2018 nasce People For Planet!

Gio, 01/11/2018 - 12:14

#PeopleForPlanet! Il 29 gennaio 2018 lanceremo sul #web “People For Planet”,
il nuovo portale web di informazione su #ecologia, #ambiente, #salute, #benessere e #solidarietà.

Ci sono giornali che ti dicono che cosa è successo ieri.
People For Planet ti racconta cosa succederà domani!

In questo momento molto delicato dell’evoluzione umana abbiamo visto la possibilità di creare qualcosa di nuovo e di utile!
Dal 29 gennaio 2018 metteremo online People For Planet, un giornale digitale ben informato e anche un sistema di connessione e cooperazione: uno strumento per far nascere iniziative, per fare incontrare ricercatori, tecnici, scienziati, gruppi solidali, amanti del verde e degli animali, imprenditori illuminati, buongustai, comici e artisti, coltivatori sinergici, operatori sociali, formatori, sportivi.
Vogliamo contribuire a far incontrare le persone che in questo momento stanno costruendo il pianeta di domani e sostenerli, dare visibilità ai loro risultati.
Stay Tuned! Al 29 gennaio 2018!!!

Online dal 29 gennaio 2018, intanto potete seguire la nostra campagna social su:
https://twitter.com/PeopleXPlanet
https://www.facebook.com/peoplexplanet
https://www.instagram.com/people_for_planet

 

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"DARIO FO E FRANCA RAME: LA NOSTRA STORIA" - Lunedì 11 dicembre su Rai 5 va in onda la diciottesima puntata!

Mer, 12/06/2017 - 10:34

Puntata 18 - Lunedì 11 dicembre 2017, Rai 5, ore 21:15
La Palazzina Liberty

E’ il febbraio 1974 quando il sindaco di Milano Carlo Tognoli consegna le chiavi della Palazzina Liberty a Dario con la promessa che fossero restituite entro pochi giorni. E Dario si innamora di questo ex magazzino della verdura e lo occupa, facendolo diventare un punto di incontro, un luogo culturale che accoglie spettacoli, iniziative, concerti. Lì si festeggia la vittoria del referendum sul divorzio, lì nascono gli spettacoli “Non si Paga, non si paga!” e “Il Fanfani Rapito”, e lì saranno registrate le puntate per la Rai del 1977.

E’ notizia di questi giorni che la Palazzina Liberty è stata intitolata a Dario Fo e Franca Rame.
Ospiti: Gad Lerner, Piero Sciotto, Ennio Fantastichini, Toni Cecchinato, Guido Tosi, Claudio Bigagli, Alfonso Svantaggiata

Per vedere tutte le puntate già andate in onda clicca qui.

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La storia di quello scatto storico nel 1974 alla Palazzina Liberty

Sab, 12/02/2017 - 09:06

Articolo di KATIA RICCARDI

È uno scatto storico, davanti alla Palazzina Liberty di Milano con Dario Fo per festeggiare la vittoria del NO al referendum sul divorzio. Quella ragazza e il suo fotografo, Toni Thorimbert, si sono ritrovati ora. Per scoprire che i loro sentimenti verso il mondo non sono cambiati.

La ragazzina ha il pugno chiuso e un sorriso aperto, sta in equilibrio, sollevata dalla folla si tiene con una mano intrecciata a quella di un ragazzo che la guarda, la soregge, le sorride. Tutti le sorridono da dietro, tutti la guardano per un istante, perché non sta cadendo, ma si sta sollevando. E lei, sopra le teste, si distingue perché sovrastandoli, li rappresenta tutti.
È in piedi sulle spalle di una generazione in lotta, coi capelli spettinati da un vento che stava cambiando insieme a loro. Si trova in un luogo simbolo di Milano (e di tutta una Italia che in quel vento di cambiamento sperava): la Palazzina Liberty, il cuore del teatro che anche stava mutando sull'onda di Dario Fo.
Quella che il fotografo Toni Thorimbert ha fermato in uno scatto è tutta l'energia delle battaglie di un decennio, gli anni Settanta, ancora in bianco e nero, ma che diventerà a colori. Quei ragazzi li chiamavano la generazione beat, battevano il tempo nelle piazze per cambiare le leggi e segnare un futuro. Tensioni sociali, poi, quarantatrè anni dopo, i social network: e la ragazzina ha trovato quel fotografo che le ha cambiato la vita, che mai aveva conosciuto. Gli ha detto il suo nome, si chiama Giovannina.
 

 

Clicca qui per leggere l'articolo completo su Repubblica.it
Clicca qui per leggere l'intervista di ALESSANDRA VITALI al fotografo Toni Thorimbert

 

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25 novembre - Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Ven, 12/01/2017 - 09:22

 

Il 25 novembre è stata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e lunedì scorso Rai 5 ha ricominciato a trasmettere le puntate di Dario Fo e Franca Rame – La nostra storia proprio nella puntata in cui si parla della violenza subita da Franca ad opera di un commando di fascisti.
Una brutta storia che ha segnato profondamente Franca e che lei ha voluto raccontare al suo pubblico che è sempre stato la sua più importante forma di terapia.
Nella puntata che andrà in onda il prossimo, lunedì 4 dicembre, si continua a parlare di quel monologo e anche di altro: l’intera puntata è dedicata a Franca e si raccontano gli spettacoli Tutta Casa, Letto e Chiesa e Parliamo di donne che potete acquistare integrali qui.

E di Tutta Casa Letto e Chiesa vi riproponiamo il prologo
Buona Lettura!

PROLOGO di Franca Rame
Tutta casa, letto e chiesa è uno spettacolo sulla condizione femminile, in particolare sulle servitù sessuali della donna.
Ho debuttato a Milano, alla Palazzina Liberty, nel 1977, in appoggio alle lotte del movimento femminista, poi l’ho portato in quasi tutta Italia, organizzato dai gruppi femministi, e il ricavato di molte serate è stato devoluto a favore del movimento per varie esigenze: fabbriche in occupazione, rifacimento del tetto, della Casa della donna di via del Governo Vecchio a Roma, nascita di consultori, ecc. Siamo stati anche all’estero: Europa (a Francoforte, ad esempio, lo spettacolo è stato rappresentato per raccogliere fondi per la difesa di italiani detenuti in Germania), Sud e Nord America. Quante repliche ho fatto? Più di tremila. Questo testo è stato ed è tuttora allestito in oltre 30 Nazioni sia in teatri che all’università: la condizione della donna purtroppo, è simile ovunque.
Il protagonista assoluto di questo spettacolo sulla donna è l’uomo. Meglio, il suo sesso! Non è presente in «carne e ossa», ma è sempre qui, tra noi, grande, enorme, che incombe… e ci schiaccia!
Noi donne sono anni che ci battiamo per la nostra liberazione, chiediamo parità di diritti con l’uomo, parità sociali.
E quando mai!
Tutti sanno che, non appena una fabbrica si trova in difficoltà, le prime a essere licenziate siamo noi donne. Chiediamo parità sociale e parità di sesso. Abbiamo fatto anche qualche passo avanti, nel sociale, ma sulla «parità di sesso» non ci siamo. Non arriveremo mai a eguagliare l’uomo in questo campo. È del tutto utopistico sperarlo… anche per un fatto anatomico. Rassegniamoci! Troppi tabù!... ce li portiamo dietro fin dalla nascita… e anche da prima: inibizioni nel comportamento, nel linguaggio… io ad esempio, che sono abbastanza disinibita, qui in pubblico… davanti a tutti voi, ecco, non riesco a nominare, con nome e cognome, il… coso… lì… l’organo del maschio. Non riesco… veramente!
Forse solo dentro a un’imprecazione, un’esclamazione, riuscirei… tipo: «Maledetta questa mia inibizione del cazzo!» Ecco, solo così mi viene bene.
Io credo però che, col tempo, il problema del linguaggio potremmo anche superarlo… parlo delle donne della mia generazione, perché le nuove generazioni ci sono riuscite, e molto bene direi. Anche se certe volte questo linguaggio pesante è solo una risposta al becero conformismo dei genitori, della società. Credono, crediamo, così, di essere emancipate, autonome, all’avanguardia! Non ci rendiamo conto che ancora una volta siamo sottomesse alla cultura del c… (s’interrompe imbarazzata) del sesso del maschio!
Badate bene che questo intercalare, che fa ormai parte del nostro linguaggio quotidiano, è l’atto di maggior presunzione e autogratificazione maschile che si conosca. Una volta infatti, davanti a un fatto eclatante, a qualcosa che ci meravigliava, che ci emozionava, esclamavamo «Oh, mio dio!» Oggi, davanti alla stessa emozione, si grida: «Oh, cazzo!» Lui al posto di Dio! Inaudito, terrificante! E nessuno se n’è accorto! Un tempo lontano Lucifero tentò di spodestare il padreterno e non ce l’ha fatta. Il maschio, sì! E nel regno celeste ci ha piazzato il meglio di sé, il suo «coso»! E non vi capiterà mai di sentire esclamazioni esaltanti con di mezzo l’organo femminile… sì, per la strada, di primavera… Anzi, se uno deve dire che tutto gli va storto, dice: «Ci ho una sfiga oggi!» E se è proprio indispensabile nominare il nostro sesso… in pubblico, ad esempio durante i processi di stupro, si usa il latino, una lingua morta: «Cunnus cunni», irregolare, della seconda. Gli uomini, al contrario, fin dall’epoca classica hanno sempre dato al loro organo termini tronfi, epici, aulici, magniloquenti: IL PREPUZIO! IL GLANDE! IL FALLO! Ci starebbero a meraviglia in una tragedia di Euripide. Ho provato a buttar giù qualche cosa:
Venne altissimo Ermione
Di fronte a lui, armato,
l’elmo levato in fronte
PREPUZIO invitto,
il fratello suo GLANDE
splendido, montava lo scalpitante SCROTO
issando tra le insegne il PENE
l’eroico slancio!
Bello, no?
Ma, al contrario, provate a comporre un poema classico ficcandoci nei versi termini riguardanti parti anatomiche del sesso femminile:
Briseide, dolcissima si fece innanzi
E con lei, amata dal Pelide,
infuriata clitoride…
No, non funziona. Ci hanno appioppato dei termini orribili.
Vulva! Che poesia puoi creare con «vulva»!... che una sera una signora mi ha gridato: «Io non ho la vulva, ho la Volvo!» E utero?: pare il nome dell’orco! «Fai il bravo bambino, mangia tutta la pappa altrimenti ti chiamo l’utero!»
Vagina! Sulla vagina ci si può solo scivolare sopra: «Mi sono rotto una gamba scivolando su una buccia di vagina!»
E ovaie: un termine casareccio… da gallinaceo: «Ho fatto una torta con trenta ovaie!»
Poi c’è quel termine… quando una donna è in quella certa età… lo confida solo alla sua migliore amica… se nell’arco di 80 km non c’è nessuno e fa (guarda a sinistra e a destra poi sussurra): «Sono in menopausa», e poi… (si sventola agitando esageratamente le mani a indicare l’arrivo di una «caldana»).
L’uomo, stessa condizione: «climaterio».
Sono stato a Nervi, c’era un climaterio!
Con questi termini si può al massimo costruire un racconto dell’orrore.
I pipistrelli volavano all’imbrunire
VAGINE gracchiavano nello stagno
Era il momento che depositavano le OVAIE
Un UTERO tremendo si levò nella notte
Gli SPERMATOZOI moriron tutti di spavento!
No, non andiamo bene per i poemi.

“Tutta Casa, Letto e Chiesa” e “Parliamo di donne” possono essere acquistati su CommercioEtico

 

 

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Il libro "Il Barbarossa e la beffa di Alessandria" di Dario Fo è finalmente in libreria!

Mer, 11/22/2017 - 08:45

Dario Fo punta il suo occhio critico e irriverente sul Barbarossa per portare alla luce, in questo romanzo inedito, un episodio esemplare, la singolarissima fondazione della città di Alessandria e la lotta che ha aperto la strada a un nuovo corso della storia d’Europa.
La nascita della Repubblica milanese e del gran numero di Comuni lombardi che si costituirono dopo l’anno Mille è uno dei più importanti fenomeni di emancipazione civile ed economica dell’età medievale. Decisive sono state le loro battaglie contro Federico Barbarossa, feroce nemico della loro autonomia e dei loro ideali sociali e religiosi.
Cancellando la cronaca ufficiale, forse troppo attenta a non gettare il ridicolo sul sovrano, l’autore fa spuntare dagli archivi un’altra verità e ricostruisce la vicenda di una «fantastica Alessandria galleggiante», capace di resistere per mesi all’esercito più potente del mondo occidentale, e di un imperatore con la tragicomica ossessione dell’acqua: una vicenda in cui l’ordinaria triste ingiustizia viene ribaltata e il tiranno, per una volta, sconfitto.

Per maggiori informazioni clicca qui.

 

 

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Verona, 13 ottobre: Omaggio a Dario Fo e Franca Rame

Gio, 10/12/2017 - 09:01

VENERDÌ 13 OTTOBRE 2017

OMAGGIO A DARIO FO E FRANCA RAME

MusALab invita in Archivio di Stato e in Teatro Trinità per una giornata insieme a Dario Fo e Franca Rame

ARCHIVIO DI STATO DI VERONA (ORE 10.00-14.30)
TEATRO TRINITA’ (ORE 16.00-22.00)

“Il problema è importante e fondamentale per il genere umano: il conoscere”.
(Dario Fo in Darwin: l’universo impossibile, 2016)

13 ottobre, a un anno dalla scomparsa del Maestro Dario Fo, autore, scrittore, pittore, regista, uomo totale di teatro e di arte, presso l’Archivio di Stato di Verona, (dalle ore 10.00 alle ore 14.30) con un’introduzione sul patrimonio di vita e d’arte raccolto nell’Archivio Rame Fo, si presenta un ciclo di proiezioni tra teatro, cinema e testimonianze per la lunga giornata dedicata a Dario Fo e Franca Rame che prosegue al Teatro Trinità (dalle ore 16-alle ore 22.00) per ricordare la coppia d’arte.
Dario Fo a Verona il 23 marzo del 2016 ha inaugurato il Museo Archivio Laboratorio Franca Rame Dario Fo presso l’Archivio di Stato di Verona con il Ministro Dario Franceschini, insieme alla grande partecipazione cittadina e di chi era lì giunto da ogni dove. In quest’anno l’Archivio si è offerto a incontri di studio e laboratori creativi italiani e internazionali cercando di seguire l’insegnamento dei maestri Dario Fo e Franca Rame che ci raccomandavano di offrire “L’arte in pasto ai giovani”. E’ proprio in questa direzione il nostro impegno oggi. Noi crediamo che lo sviluppo possibile di conoscenza oggi risieda nell’incontro tra arte e vita quotidiana. La capacità di immaginare il futuro si gioca nel confronto con i linguaggi dell’arte. Questa è una delle lezioni del lavoro di Dario Fo e Franca Rame.
Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura nel 1997, è stato sempre politicamente impegnato. Ha vissuto i suoi straordinari novant’anni a cavallo di due secoli, accompagnando la storia d’Italia fino a oggi, con la dolcezza e il disinteresse di chi lavora "per l’eternità", ma con la precisione attiva e incisiva di chi partecipa quotidianamente alla storia del proprio Paese. Ha svelato il carattere profondamente umano e politico della cultura popolare italiana ed europea con la raffinatezza geniale dello storico, la vitalità conoscitiva dell’antropologo, con l’ironia divina del grandissimo comico.
Per una vita, Franca ed io abbiamo montato e recitato migliaia di spettacoli in teatri, fabbriche occupate, Università in lotta, perfino in chiese sconsacrate, in carceri, in piazza, col sole e la pioggia, sempre insieme. Raccontavamo le storie del nostro tempo giocate con un’astuzia particolare, parlavamo del Medioevo ma trattavamo dell’oggi per un teatro di satira. Il teatro è finzione del reale che sa diventare verità e dramma. Lo spettacolo era l’apertura totale al diritto di pensare: la libertà.
(Dario Fo, Roma, gennaio 2014).

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La Palazzina Liberty a Dario e Franca

Sab, 10/07/2017 - 12:57

Il Comune di Milano ha deciso di intitolare a Dario Fo e Franca Rame la Palazzina Liberty di Parco Vittorio Formentano (ex Parco di Largo Marinai d'Italia).

La Palazzina faceva originariamente parte del Verziere, l'antico mercato. Ormai abbandonata, nel 1974 venne occupata dal Collettivo teatrale la Comune di Dario Fo e Franca Rame che restaurarono l’edificio e ne fecero la loro sede fino al 1980. Spiega l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno: «Per anni hanno lavorato per dare una funzione pubblica a questo spazio ed è sembrato naturale intitolarlo a loro».

Il cambio di nome avverrà venerdì 13 ottobre, durante la cerimonia di intitolazione verranno proiettati spezzoni della produzione di Dario Fo e Franca Rame che provengono dagli archivi di famiglia e dalle Teche Rai.

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HO VISTO UN FO - Omaggio a Dario Fo al Piccolo Teatro a Milano il 9 ottobre 2017 ore 18.30

Sab, 10/07/2017 - 12:46

Una serata speciale con letture, aneddoti, testimonianze in ricordo di un grande artista nella splendida cornice del Piccolo Teatro di Milano.

Jacopo Fo, figlio di Dario Fo, e Giuseppina Manin, giornalista del Corriere della Sera, ricorderanno l'artista a un anno dalla sua morte, in occasione della pubblicazione del libro di Giuseppina Manin, "Ho visto un Fo". Nel libro, Giuseppina Manin ripercorre la lunga e meravigliosa storia di Dario Fo attraverso ricordi, testimonianze, aneddoti, rari documenti, sogni e visioni.
A un anno dalla morte e a venti dal premio Nobel, Dario Fo torna a vivere in queste pagine con la forza provocatoria e l’allegra impudenza del suo essere giullare, drammaturgo, uomo di cultura e di grande umanità.

Saranno sul palco per un saluto Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro, e Luigi Brioschi, presidente della casa editrice Guanda, che ha pubblicato numerosi libri di Dario Fo.
Mario Pirovano e Sara Bellodi leggeranno brani del libro e testi di Dario Fo.

LA SERATA E' GRATUITA FINO A ESAURIMENTO POSTI (circa 400). Per informazioni e prenotazioni: comunicazione@piccoloteatromilano.it

 

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I prossimi appuntamenti a Teatro con Marina De Juli - MILANO

Sab, 10/07/2017 - 11:24

MILANO: OMAGGIO A DARIO FO e FRANCA RAME nel ventesimo anno dal Premio Nobel per la Letteratura

Marina De Juli in JOHANNA PADANA a la descovèrta de le Americhe di Dario Fo
adattamento al femminile di Marina De Juli
Sabato 30 settembre ore 17 presso Sesto S. Giovanni – Spazio Arte
Giovedi 5 e Venerdi 6 ottobre ore 21 presso ALTA LUCE TEATRO - Alzaia Naviglio Grande
 

Marina De Juli in TUTTA CASA , LETTO E CHIESA di Franca Rame e Dario Fo 
Sabato 21 e domenica 22 ottobre presso il TEATRO DELLA MEMORIA – MILANO

Lo spettacolo si compone di monologhi comico-grotteschi sulla condizione femminile. La serata sarà un ‘occasione per ridere e insieme per riflettere sull’universo di sentimenti ed emozioni della donna d’oggi, stressata dalla vita quotidiana e dai ritmi che è costretta a mantenere, divisa tra casa e lavoro. Con uno sguardo ironico sul sesso ma con lo sguardo sempre rivolto all'impegno sociale. Marina De Juli affronta testi non proprio facili come quelli dei suoi maestri, Dario Fo e Franca Rame: da sola sulla scena, con una scenografia minima riesce sempre a strappare applausi e risate a scena aperta.
 

HANNO SCRITTO:

Teatroteatro.it:
Lo spettacolo è interpretato da una magistrale Marina De Juli, ironica, divertente, che rende onore a Franca Rame, essendo se stessa. Attraverso la sua recitazione scolpisce figure di donne nella loro normalità. Normalità sviscerata, smembrata, con un’interpretazione appassionata. Un’attrice capace di passare con, sembrerebbe, nonchalance da un piano tragico a quello comico il momento dopo, di far riflettere, di conquistare con un gesto, magari studiato per la scena, come quello di spostarsi i capelli al momento giusto. Quasi fosse un atto meditativo, noi donne lo facciamo spesso. Tormentiamo i nostri capelli durante i nostri silenzi. E le parole frenetiche della De Juli arrivano direttamente ai silenzi delle donne. Facendo riflettere con sapiente ironia. Perché si può ridere di gusto, pur meditando sulle proprie macerie. Buttando in faccia la verità a chi non vuole vederla, perché il riso è un’arma contro i bigotti. E Marina De Juli usa quest’arma sulla scena con consapevolezza, essendo al contempo profonda, comica, meditativa. In un’unica parola: brava. Senza riserve. E lo spettacolo da vedere. E rivedere.

L’AltoAdige: Marina De Juli non fa rimpiangere Dario Fo e Franca Rame.…
La De Juli, in tre brani, ha riproposto la maniera di Franca Rame, che è aggressiva, irruente, simile a un torrente di vitalità mettendoci di suo un temperamento focoso, generosissimo e un senso spiccato dell’umorismo. Ne “La Parpaja popola” invece, ha ripreso la tecnica di Fo che accoppia felicemente alla parola una mimica clamorosa, una gestualità prorompente… Quella della De Juli non è stata solo una felice prestazione teatrale ma anche un saggio da saltimbanco vecchia maniera…Uno spettacolo divertentissimo commentato dalle continue risate del pubblico.

La Prealpina: E Marina incanta Arona – L’applauditissima De Juli: Dario e Franca maestri di vita
Appassionata e appassionante, quando calca il palcoscenico. Riesce a tirar fuori dal suo esile corpo un’energia contagiosa che le consente d’affrontare testi non proprio facili come quelli dei suoi maestri, Dario Fo e Franca Rame: da sola sulla scena, con una scenografia minima… ma con quel quid che in sala continuava a strappare applausi e risate a scena aperta.

La cronaca di Piacenza: Comica e grottesca, la donna ...
Uno spettacolo comico-grottesco e allo stesso tempo geniale, sulla condizione della donna. Una finestra aperta sul suo modo di essere malinconica e disperata, maniaca e depressa, complessata e vamp. Una donna come tante donne. Una donna che è mille donne, in cui è facile riconoscersi e di cui è facile sentirsi sorelle.

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